Un raro esemplare di Tartaruga verde (Chelonia mydas) rimasto impigliato in una rete da pesca nella zona sud del Golfo di Oristano in Sardegna.
L’animale, catturato accidentalmente da un pescatore professionista che aveva calato le proprie reti, è stato consegnato ai soci della cooperativa Sant’Andrea che hanno informato gli operatori del Cres, il centro di recupero del Sinis.
Grande la sorpresa dei biologi quando hanno scoperto che non si trattava di una Caretta caretta, ma di una Tartaruga verde: l”esemplare, ha una lunghezza di 48 centimetri di carapace e un peso di 16 chili, e dopo la cattura accidentale è stato portato alla clinica veterinaria “Due mari” di Oristano.
Dagli accertamenti sanitari non sono emerse particolari ferite, mentre la Tac ha individuato la presenza di materiale, sicuramente plastico nel tratto digerente ma non ha evidenziato particolari anomalie ai polmoni.
La tartaruga verde sarà mantenuta sotto stretto controllo in una vasca al Cres e sarà monitorato il suo assetto, il comportamento in immersione e soprattutto l’eventuale espulsione di plastica.
“Si tratterebbe di informazioni particolarmente interessanti – spiegano gli esperti del Cres – su una specie rara per quest’area che contribuirebbero ad aggiungere elementi sull’ecologia comportamentale di questa tartaruga a livello Mediterraneo.
La Chelonia mydas nidifica soprattutto lungo le coste del mediterraneo orientale, e questo individuo si è spinto fino in Sardegna probabilmente alla ricerca di cibo.
Possiamo ipotizzare che la presenza di questa specie sia imputabile sia al crescente fenomeno del Global Warming o addirittura favorita dal lockdown e dal blocco di diverse attività antropiche in mare in questo periodo”.
La tartaruga verde chelonia mydas, ecco le caratteristiche
Si distingue dalle altre tartarughe marine per il carapace dotato di quattro paia di scuti costali, una sola placca prefrontale sulla testa, che è robusta, voluminosa ed arrotondata, la punta del becco corneo della mascella superiore non ricurva ad uncino e gli scudi del carapace mai embricati.
Il maschio si differenzia dalla femmina per la coda più robusta (più larga e lunga) e per le unghie degli arti anteriori più lunghe.
La colorazione della corazza è bruno-olivastra, con striature e macchie gialle o marmorizzate. Gli esemplari giovani sono più uniformemente bruno-olivastri, con gli arti bordati di giallo. L’adulto è lungo fino a 140 cm circa, con un peso che può raggiungere i 500 kg.
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l suo stile di vita è simile a quello della tartaruga comune (Caretta caretta), dalla quale differisce soprattutto per le imponenti migrazioni, anche di 2000 km, che a migliaia gli adulti compiono in gruppo spostandosi dalle zone dove sostano per cibarsi a quelle di accoppiamento e ovodeposizione. È ritenuta la più adatta al nuoto fra le tartarughe viventi.

Fabio Iacolare è videomaker e giornalista pubblicista dal 2010: esperto in regia di format tv e giornalista esperto in eventi a carattere culturale, ambientale ed enogastronomico italiano.
