Oltre 10 mila persone hanno sottoscritto la petizione popolare promossa dagli ecologisti per salvare le coste della Sardegna, di fronte alla prospettiva che la Regione possa consentire interventi edilizi anche nella fascia protetta dei 300 metri dal mare. L’appello, partito dal Gruppo d’intervento giuridico, è rivolto al ministro per i Beni e attività culturali e turismo, Dario Francescini, al presidente della Regione Christian Solinas e a quello del Consiglio regionale sardo, Michele Pais: si chiede di mantenere i vincoli di inedificabilità nella fascia protetta previsti dalle attuali norme e dal Piano paesaggistico regionale (Ppr).
“Salvaguardare le coste della Sardegna significa difendere il proprio ambiente, la propria identità , il proprio futuro”, afferma il portavoce di Grig, Stefano Deliperi. “Concetti evidentemente difficili da comprendere per chi ha l’orizzonte limitato alla prossima competizione elettorale, come la gran parte della classe politica al governo isolano, ieri del centrosinistra, oggi del centrodestra, compreso il velleitario indipendentismo d’obbedienza leghista”.
“Il mondo politico sardo è capace di dare una sola risposta, sempre la stessa da decenni: cemento sulle coste con la pretesa di favorire il turismo”, accusa l’associazione ecologista attraverso Deliperi, che contesta il presidente della Regione. “Il testo del suo disegno di legge concernente ‘Disposizioni per il riuso, la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente ed altre disposizioni in materia di governo del territoriò (deliberazione Giunta regionale n. 23 dicembre 2019, n. 52/40) è tuttora sconosciuto, perchè a distanza di un mese non s’è degnato di pubblicizzarlo e nemmeno di trasmetterlo al Consiglio regionale, manco fosse oggetto di conoscenza riservata agli iniziati”.
“Ma quanto dichiarato dal presidente Solinas e dall’assessore regionale dell’Urbanistica Quirico Sanna basta e avanza per farsi un’idea ben precisa”, argomenta Deliperi. “La Giunta regionale Solinas ha chiaramente manifestato le proprie intenzioni, rivendicando i pieni poteri sul paesaggio e adottando una proposta di legge per ampliare le ipotesi di aumenti volumetrici nella fascia costiera, compresa quella della tutela integrale dei 300 metri dalla battigia marina, in favore di qualsiasi struttura ricettiva (alberghi, residence, multiproprietà , ecc.), nonchè per consentire ‘l’edificazione di fabbricati per fini residenziali nell’agro anche ai non imprenditori agricoli o coltivatori direttì in un fazzoletto di terreno agricolo, incentivando così speculazione edilizia e consumo del suolo, stravolgendo la pianificazione paesaggistica e urbanistica, nonchè scaricando sulla collettività i costi ingenti per le necessarie opere di urbanizzazione”.
“Riprendere la speculazione immobiliare lungo le coste è un intento ottuso e autolesionista”, insiste Deliperi. “Si tratta della parte più pregiata del patrimonio ambientale e paesaggistico isolano, il fondamentale richiamo turistico, elemento di grande importanza per un’economia locale sempre più disastrata, grazie soprattutto alla mancanza di efficaci interventi nei settori nevralgici dei trasporti e della politica scolastica. Più che rivolgersi agli improbabili esperti (da Flavio Briatore, ad Alessandro Moggi, a Lucio Presta) ormai di casa alla Presidenza della Regione, sarebbe opportuno approfondire qualche elemento di rilievo in materia: oltre al pesante degrado della risorsa ambientale, basterebbe evidenziare in proposito il ridotto tasso di occupazione delle strutture ricettive: 22% per le strutture alberghiere e 9,1% per quelle extralberghiere (dati inferiori alla media italiana, ma in linea con quelli delle regioni competitor italiane: Sicilia, Puglia e Calabria).
I motivi risiederebbero nella forte stagionalità dei flussi, tipica del turismo marino-balneare. Basti pensare che le strutture vengono utilizzate per il 54% nel mese di agosto e solamente per l’1% nei mesi di gennaio e di dicembre (dati XXIV Rapporto Crenos sull’economia della Sardegna, 2017). “In realtà , per migliorare l’offerta turistica sembrano prioritarie altre iniziative, a iniziare dal radicale miglioramento dei collegamenti aerei e navali in regime di continuità territoriale o comunque attraverso meccanismi di abbattimento dei costi per i non residenti”, suggeriscono gli ecologisti, “continuando con una politica efficace delle aree naturali protette e dei beni culturali per ampliare offerta e stagione turistica, per finire con la promozione di veri e propri ‘pacchetti turisticì specifici per mè te ed eventi”.

Fabio Iacolare è videomaker e giornalista pubblicista dal 2010: esperto in regia di format tv e giornalista esperto in eventi a carattere culturale, ambientale ed enogastronomico italiano.
