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Olivi di Etruria, in Tuscia la prima A.P.S. dedicata al recupero degli oliveti

Olivi di Etruria, in Tuscia la prima A.P.S. dedicata al recupero degli oliveti

Olivi di Etruria, in Tuscia la prima A.P.S. dedicata al recupero degli oliveti abbandonati, Gli Olivi di Etruria. Tutto è iniziato nel 2016.

Un agricoltore e produttore di Olio Evo, Pierluigi Presciuttini, con il suo frantoio a Montefiascone, in provincia di Viterbo, ha avuto un’intuizione: perché piantare nuovi olivi e aspettare anni e anni che crescano prima di raccogliere i loro frutti?

Olivi di Etruria, in Tuscia recuperate oltre 3.500 piante

La risposta l’ha trovata nelle oltre 100.000 piante abbandonate in terra di Tuscia. Da lì è partita la sua avventura, pianta dopo pianta, è arrivato a recuperarne oltre 3.500.

Alla tenacia e perseveranza di Pierluigi si sono aggiunti altri 6 amici dando recentemente vita all’Associazione di Promozione Sociale “Gli Olivi di Etruria APS” che si prefigge di recuperare il patrimonio olivicolo ed oleario dell’Etruria intera, attraverso manifestazioni, degustazioni, corsi di assaggio ed iniziative gastronomiche legate al mondo dell’Olio di Eccellenza.

E come funziona?

I proprietari terrieri che non riescono più a gestire i propri campi troveranno un validissimo aiuto, da parte degli associati, per il ripristino o la normale conduzione dei propri oliveti.

Potranno diventare soci oppure rimanere esterni all’Associazione, ottenendo enormi vantaggi in entrambi i casi. Anche chi non è proprietario può contribuire fattivamente al successo dell’Associazione, prendendo in adozione una o più piante abbandonate per avere la sicurezza che l’olio prodotto da questo recupero sia tracciato dalla zona di provenienza e totalmente sostenibile.

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L’Olio EVO ottenuto da queste piante sarà un prodotto di Eccellenza, nutraceutico e fondamentale nella cucina Mediterranea, recentemente  promosso a Farmaco dalle autorità Statunitensi e inoltre tutto italiano.

I luoghi della Tuscia tra Storia e arte

Tuscia era la denominazione attribuita all’Etruria dopo la fine del dominio etrusco, invalso a partire dalla Tarda antichità e per tutto l’Alto Medioevo.

Il nome indicava in origine un territorio assai vasto che comprendeva tutta l’Etruria storica: la Toscana, l’Umbria occidentale e il Lazio settentrionale, che le diverse vicissitudini storiche hanno ripartito in tre macroaree: 

  1. “Tuscia romana”, corrispondente al Lazio settentrionale con l’antica provincia pontificia del Patrimonio di San Pietro, che equivale oggi alla Provincia di Viterbo e alla parte settentrionale della provincia di Roma nord fino al Lago di Bracciano;
  2. “Tuscia ducale“, che includeva i territori del Lazio e dell’Umbria soggetti al Ducato di Spoleto;
  3. “Tuscia longobarda”, grosso modo l’attuale Toscana, comprendente i territori sottoposti ai Longobardi e costituenti il Ducato di Tuscia.

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