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“Una seconda barca italiana all’America’s Cup”: ma è un pesce d’aprile

cancano yacht club

Da ieri circola la voce di una nuova barca italiana pronta a lanciarsi nella sfida dell’America’s Cup. Con tanto di comunicato stampa, il neonato Cancano Yacht Club annuncia che è pronto a formulare la richiesta d’iscrizione alla competizione, con il deposito della comunicazione ufficiale di sfida al Royal New Zealand Yacht Squadron. Iscrizione che dovrebbe avvenire proprio oggi, primo aprile. La giornata del “pesce d’aprile”.

A noi di nonsolonautica.it la cosa puzzava sin da subito, ma l’idea per un istante ci ha fatto sognare. E ci siamo persino messi alla ricerca di fonti, o prove, insomma abbiamo cercato di verificare la notizia, facendo il nostro mestiere. Senza ovviamente trovare un minimo riscontro credibile.

Oggi vogliamo raccontare ai nostri lettori questa non notizia (la chiamiamo così, con un pallido eufemismo). Ma in cuor nostro, da romantici e appassionati sognatori, ci auguriamo che sia tutto vero e di ricevere in giornata delle notizie in più dal misterioso Yacht Club della provincia di Sondrio. O magari da chi ha fatto circolare questa cavolata, perché no…

Il mistero del Cancano Yacht Club e “la barca rapace”

Il Cancano Yacht Club (di cui sul web non vi è alcuna traccia) “intende partecipare alla competizione con un team completamente inedito e che aspira a diventare il secondo contendente italiano al prestigioso trofeo”, si legge – in sostanza – sul comunicato diffuso ieri. E avrebbe già individuato la location per gli allenamenti e i test per la preparazione all’America’s Cup in uno dei due bacini artificiali di Cancano, ma “occorre il via libera da parte del Ministero dei Trasporti e dei proprietari con  la deroga alla navigabilità del lago” hanno cura di puntualizzare dallo Yacht Club.




Le dimensioni del bacino sarebbero “perfettamente rispondenti alle dimensioni del campo di gara e la presenza di venti molto instabili rappresentano un ottimo luogo di allenamento, che durante la stagione invernale verrà trasferito in altro luogo da definire”. Il nome della barca? Gypaetus barbatus: ovvero il gipeto, uccello rapace anche noto come avvoltoio barbuto che domina le Alpi Marittime.

Non è dato sapere chi metterebbe la grana nel progetto, e di soldi ce ne vorrebbero parecchi, per iscriversi all’America’s Cup. Ma a convincere i soci fondatori a presentare la domanda di partecipazione sarebbero stati – si legge sempre sul comunicato farlocco – i primi rumors sul nuovo regolamento che sarà scritto dai kiwi assieme ai nuovi challenger of record, i britannici di Ineos UK.




Il nuovo team, sempre secondo il comunicato, sarebbe formato dai “migliori talenti sportivi del lago di Como del lago di Garda”, per cercare di ripetere l’esperienza di Alinghi e portare la Vecchia Brocca sulle Alpi, senza il timore di dover affrontare team con esperienza come la stessa Luna Rossa, che ha già annunciato che parteciperà alla prossima competizione. E c’è di più: il varo della barca sarebbe previsto entro la fine di settembre, questi i tempi dettati dal cantiere navale e dai test in galleria del vento che sono già stati concordati con un team di Formula 1.

Una nuova barca italiana alla Coppa America: ecco perché è un fake

Diceva un grande giornalista, il compianto Giuseppe D’Avanzo, che per essere attendibile (non necessariamente vera) una notizia deve essere incrociata con almeno tre fonti diverse. Per noi, molto più modestamente dei piccoli operai dell’informazione, occorrono invece tre indizi per pensare si tratti di un pesce d’aprile. E vi spieghiamo perché.

  1. Ci siamo messi alla ricerca di notizie in più sul Cancano Yacht Club, senza però trovarne. Il dominio www.cancanoyachtclub.it risulta registrato, ma non è in linea: davvero strano per un “sindacato” che annuncia la presentazione della domanda di partecipazione all’America’s Cup proprio oggi. E già questo basterebbe per bollare il comunicato come un pesce d’aprile;
  2. Non contenti, abbiamo cercato di avere maggiori informazioni scrivendo alla mail indicata nel comunicato stampa, senza però ricevere alcuna risposta. Curioso, per uno yacht club che annuncia la presentazione ufficiale all’America’s Cup proprio oggi;
  3. Sempre sul comunicato, si invita a seguire il profilo ufficiale del Cancano Yacht Club su Instagram: abbiamo sbirciato la pagina, ma tra i followers risulta un numero elevatissimo di utenti sospetti, o per meglio dire fake, che solitamente si ottengono con i BOT.

Non abbiamo nemmeno trovato qualche notizia in più su quelli che sarebbero i finanziatori del progetto (l’ente per il turismo Valtellina lo abbiamo contattato: non ne sa nulla) e ci sembra strano che nessuno sia venuto fuori in pompa magna annunciando di lanciarsi in una sfida così avvincente e, soprattutto, onerosa.

In conclusione: bravi, buontemponi. Siete sicuramente degli appassionati di vela, perché ne sapete. Ci avete messo un po’ tutti alla prova. Ci avete fatto telefonare, spulciare, indagare: insomma, ci avete fatto fare i giornalisti, il nostro mestiere.  Ricordandoci che la prima cosa, per chi opera in questo delicato settore, è verificare le fonti. Soprattutto a ridosso del primo aprile.

 

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Fabio Iacolare

4 commenti

Matteo Desimoni 1 Aprile, 2021 at 8:49 am

Direi che già leggendo attentamente il comunicato si capisce che è un pesce d’aprile senza fare veeifiche:

“La segretaria dello yacht club Cancano
Trota Salmerina”

Mi sembra palese…

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Fabio Iacolare 1 Aprile, 2021 at 8:52 am

Nel comunicato in nostro possesso la firma “Trota salmerina” non c’è, ma l’abbiamo vista anche noi stamattina in giro

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Paolo Orrù 1 Aprile, 2021 at 9:14 am

Non lo nego, stavo scrivendo un pezzo su questa cosa, ma poi mi sono ricordato di una bufala di qualche anno fa, quando un gruppo di buontemponi lanciò più o meno nello stesso periodo la sfida America’s Cup di OndaAnomala; forse chi si occupa professionalmente di vela ricorda. Ebbene questa volta sono stato attento, anche perché il comunicato del presunto Cancano Yacht Club era firmato da TROTA SALMERINA. Complimenti ha a chi ideato di ‘sta cosa, del resto la fonte era la Gazzetta dello Sport (ma attenzione un blog). Con tanto Covid in giro finalmente un sorriso!

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Fabio Iacolare 1 Aprile, 2021 at 9:19 am

Ma sai che non tutti sono firmati Trota Salmerina? O almeno quello che abbiamo noi, no. Però, bisogna dire che una costruzione c’era: chi lo ha scritto sa delle cose, probabilmente è un appassionato. Saluti!

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