Località di mare

Spiagge aperte in Riviera Romagnola, la Regione ci ripensa: è polemica

Riviera Romagnola

di Davide Gambardella

La Regione Emilia Romagna chiude le spiagge della Riviera romagnola fino al 18 maggio a causa dell’emergenza Coronavirus e scoppia subito la polemica. Anche per i cittadini residenti, dunque, risulteranno off limits i 100 chilometri di costa dai Lidi di Comacchio fino a Cattolica, nonostante il nuovo decreto che “liberalizza” gli arenili ai residenti e le proteste dei sindaci che parlano di “gioco di potere del PD”.

A rivelarlo è un articolo dell’edizione locale del Corriere della Sera, che precisa che non sarà possibile accedervi nemmeno “per le passeggiate e per qualsiasi attività sportiva”.

Una decisione, quella della Regione Emilia-Romagna di chiudere gli arenili a ridosso della stagione estiva, che fa già discutere, e che è stata firmata nonostante il decreto del 26 aprile del premier Giuseppe Conte che apre alla possibilità di praticare attività motoria e sportiva in spiaggia nel rispetto delle distanze di sicurezza.

Coronavirus e spiagge aperte, il dietrofront

Il dietrofront, inaspettato, ha spiazzato i sindaci che erano già pronti ad inaugurare la stagione estiva, con misure di sicurezza che prevedevano – tra l’altro – il distanziamento di lettini ed ombrelloni e l’apertura degli arenili in fasce orarie allargate.

A Rimini, ad esempio, come Nonsolonautica.it ha rivelato nei giorni scorsi, l’amministrazione comunale aveva predisposto l’apertura delle spiagge dall’alba fino all’una di notte. “Nei giorni scorsi, i Comuni di Rimini e Riccione avevano annunciato la revoca dei divieti di accesso – ricorda anche il Corriere della Sera – ma nel tardo pomeriggio di giovedì 30 aprile sono stati costretti a fare dietrofront”.

Spiagge chiuse in Riviera Romagnola, lo strappo dei comuni

Le spaccature sulla riapertura erano però già evidenti nelle scorse ore. A Cervia e Cesenatico, ad esempio, il dibattito serrato tra operatori balneari e i sindaci stava portando ad un vero e proprio braccio di ferro. “Il rischio è quello di dover fare i conti con assembramenti difficili da contenere in quella che di fatto è ancora una spiaggia libera vista la chiusura degli stabilimenti”, aveva spiegato il sindaco di Cesenatico Matteo Gozzoli. A Cervia i bagnini avevano chiesto di “aspettare l’azzeramento dei contagi prima di aprire le spiagge per le passeggiate”.

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Dal Comune di Riccione, intanto, annunciano battaglia per la decisione della Regione Emilia Romagna di chiudere le spiagge della Riviera, definendo la misura “un inaccettabile gioco di potere”: è la sindaca di Riccione Renata Tosi, attraverso una nota al vetriolo diffusa a mezzo stampa, a giudicare “una follia” la chiusura delle spiagge. “Uccide il faticoso cammino intrapreso per dare speranza a un’economia in crisi”, attacca Tosi, che lancia strali contro il PD Emilia Romagna.

“Questa manovra, lo si capisce perfettamente, è una prova di forza del Pd – conclude – Io a questo gioco non ci sto, perché sono una donna di politica e di istituzione, conosco il limite che né l’una e né l’altra dovrebbero mai oltrepassare, il bene dei cittadini. Quello prima di tutto”.

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