Nautica Normative

Danno da 46 milioni da Sentenza UE, l’allarme di Genova for yachtching

alberto amico

Solo tra settembre e novembre, le disdette riguardanti le soste di yacht presso marine e cantieri nel genovese hanno prodotto un danno economico di circa 46 milioni di euro. Il fenomeno, inoltre, è destinato ad aumentare e a estendersi in tutta Italia, in vista della prossima stagione estiva dei charter. A lanciare l’allarme è Alberto Amico, vicepresidente di Genova for yachting, associazione che unisce oltre cinquanta operatori genovesi in campo nautico professionale, il quale  vanta un fatturato di 290 milioni di euro e 1190 addetti.

Cosa succederà ora? Parla Alberto Amico

Amico ha parlato delle conseguenze che porta con sé una sentenza della Corte di Giustizia Europea del 5 febbraio 2020: questa, entrata in vigore lo scorso agosto, ha modificato le regole di ingresso e permanenza dei marittimi italiani provenienti dall’extra UE, provocando dei deficit economici non indifferenti.

In poche parole, tutti coloro che arrivano via terra o via area per imbarcarsi possono restare solo per 90 giorni, come i turisti: “questo ha creato indirettamente un danno enorme per le imbarcazioni che rimangono sul territorio per un periodo più lungo per attività di invernaggio, sosta, turismo, lavori di manutenzione o refit”, ha spiegato Amico nel corso dell’evento “Road to Expo Dubai – Nautica, la grande bellezza della Liguria” (evento organizzato da Regione Liguria insieme a Liguria International.




L’aspetto più importante, al momento, è cercare di trovare una soluzione con le istituzioni, per eliminare un problema che ha colpito prima di tutti l’area genovese, ma che rischia di espandersi a macchia d’olio. Ha accusato il colpo il settore dei megayacht in particolare, oltre a marine e cantieri, poiché gli armatori  hanno optato per altre destinazioni al di fuori dell’Italia. A rischio di essere penalizzato è ora il charter, in quanto uno yacht che si occupa dei turisti nei mesi estivi non può cambiare equipaggio.

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La situazione pone in uno stato di difficoltà l’Italia, dal momento in cui Spagna e Francia non hanno adottato la normativa, risultando, quindi, decisamente avvantaggiate sul nostro paese da questo punto di vista.

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