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Museo Storico Navale di Venezia, la sua storia e cosa vedere all’interno

museo storico navale di venezia

Il Museo Storico Navale di Venezia, fondato nel 1919, è situato in un edificio del XV secolo in campo San Biagio, vicino all’arsenale. Il complesso, ancora oggi, è in parte sotto la giurisdizione della Marina Militare Italiana.

L’edificio principale si sviluppa con un’area espositiva di cinque livelli, per un totale di 42 sale espositive: a questo si aggiunge anche il Padiglione delle Navi, parte integrante del museo, che si colloca nell’antica officina remi dell’arsenale.




Alcune informazioni sul Museo Storico Navale di Venezia

Le collezioni all’interno del museo si ricollegano a quelle costituite già sotto la Repubblica, quando i modelli dei costruttori venivano custoditi in arsenale, in un edificio dal nome “la Casa dei Modelli“, in cui venivano di fatto archiviati i progetti. I modelli sostituivano la progettazione disegnata: da essi, in scala rapportata, veniva tratta la costruzione della nave al naturale.

museo storico navale di venezia 2

Il Museo Storico Navale di Venezia è aperto tutti i giorni, tranne il martedì, dalle 11,00 alle 17,00. Il costo del biglietto, che include anche l’ingresso al Padiglione delle Navi, è di 10 euro, mentre il ridotto è di 7,50.




Cosa vedere all’entrata

Nelle due sale che si trovano di fianco all’entrata del museo si può ammirare il monumento funebre ad Angelo Emo, ultimo grande comandante operativo della Marina della Serenissima Repubblica di Venezia, celebre per le sue campagne navali in Africa Settentrionale. Emo è considerato anche un grande inventore di apparecchi bellici, come ad esempio la batteria galleggiante, di cui è esposto un modello. A sinistra si trova un Siluro a Lenta Corsa, risalente alla Seconda Guerra Mondiale e noto ai più come “Maiale”.

Già questi due elementi mostrano con chiarezza i temi entro cui si sviluppa il museo: da una parte, la complessa storia navale di Venezia; dall’altra, la storia, molto più breve, della Marina Militare Italiana.

Rimanendo sempre al piano terra, si possono ammirare un fanale di poppa di galea veneziana del secolo XVI, detto fanò, e alcuni pezzi di artiglieria da nave e da fortezza; a questi si aggiunge una notevole raccolta di diciotto plastici in legno, dal grande interesse storico e risalenti a periodo tra il XVI e il XVII secolo.




I quattro piani del Museo Storico Navale di Venezia

Salendo al primo piano si può facilmente intuire come questo sia allestito all’insegna della gloriosa storia marinara della Serenissima Repubblica di Venezia. Al suo interno alcuni modelli dal valore inestimabile, come una ricostruzione di una galea da guerra, utilizzata fino al secolo XVI, una galeazza, ovvero una galea dalle grandi dimensioni, protagonista nella vittoria contro i Turchi nella battaglia di Lepanto del 1571.

Di grande rilevanza è anche la presenza del modello del Bucintoro, considerato come la regina di tutte le barche di rappresentanza. Si tratta di una nave da cerimonia, infatti, utilizzata dal Doge (Capo di Stato della Repubblica di Venezia fino alla sua caduta) nel giorno dell’Ascensione per lo sposalizio del mare. La cerimonia, celebrata in occasione della Festa della Sensa, doveva simboleggiare il dominio marittimo di Venezia. Il rituale venne istituito intorno all’anno 1000, per ricordare la conquista della Dalmazia da parte del doge Pietro II Orseolo. Al lancio di un anello nelle acque, seguivano le parole “Ti sposiamo, in segno di vero e perpetuo dominio” da parte del Doge. Ancora oggi, l’antico Sposalizio del Mare vede una rievocazione storica, alla presenza del Sindaco di Venezia. L’ultimo Bucintoro, considerato il più sfarzoso se ci affidiamo alla sua ricostruzione fatta dal modello del 1824, venne varato nel 1728. Questo, quando venne trovato dai francesi in Arsenale venne distrutto in quanto simbolo di potere.

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Le altre sale sono arricchite da altrettante opere d’arte, come ad esempio le fiancate scolpite e dipinte delle galee. A queste si aggiungono anche gli antichi portolani, le mappe, le stampe e i dipinti che decorano le pareti e gli antichi strumenti di navigazione.




Le sale all’interno del secondo piano sono quasi interamente dedicate alla Marina Militare Unitaria, con modelli, dipinti e cimeli che ne ripercorrono la storia. Al terzo piano, invece, si possono ammirare delle sale all’insegna delle sorprese. Qui c’è la sala delle gondole, tra cui quella della miliardaria Peggy Gugghenheim. Il quarto e ultimo piano testimonia, invece, i buoni rapporti che intercorrono tra Italia e Svezia e tra le loro Marine. Presente anche una preziosa collezione di conchiglie, donata dalla stilista Roberta di Camerino.

LEGGI ANCHE: Porto di Venezia: dalle bocche alla storia, cosa c’è da sapere

Il Padiglione delle Navi, in un’area di duemila metri quadri, vede l’esposizione di alcuni esemplari di barche tipiche veneziane, come antiche gondole da cerimonia, barche lagunari da lavoro, oltre che imbarcazioni militari, tra cui la grande Motosilurante rimasta in servizio nella Marina Militare Italiana anche dopo le imprese della Seconda Guerra Mondiale, e le barche da corsa come il famoso racerdegli anni Trenta  “Asso” (scafo Baglietto, motore Isotta Fraschini, pilota Cattaneo).

La varietà dei modelli esposti nel Museo Storico Navale di Venezia è molta e va oltre i confini del capoluogo veneto. Al suo interno, infatti, sono conservati perfino dei modellini di barche da pesca usate nei mari della Cina e dell’estremo Oriente.

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