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Porto di Venezia: dalle bocche alla storia, cosa c’è da sapere

porto di venezia

Il Porto di Venezia è l’ottavo porto in Italia per traffico commerciale ed è ancora oggi uno degli snodi più importanti di tutto il mediterraneo: esso si trova nella laguna del capoluogo veneto e rappresenta una meta privilegiata per barche di ogni tipo. Con una storia che affonda molto lontano nel tempo, andiamo alla scoperta di questo luogo dal prestigio senza pari.

Porto di Venezia, un po’ di storia

Si situa non lontano dai passaggi alpini che collegano l’Europa mediterranea da quella centrale. Con una storia documentata fin dal secolo VI d.C., l’accesso privilegiato è stato, per centinaia di anni, la bocca di Lido e il canale di San Nicolò.  A partire dal 1500, tutti i canali sono stati soggetti ad interramento, che porterà poi, nel 1726, allo scavo del canale di S. Spirito, per permettere alle navi di arrivare al porto ormai situato a San Marco. Si crea una vera e propria rete commerciale, che proietta la città verso le rotte ad Oriente e nel Mediterraneo Occidentale.




Con la fine della Serenissima Repubblica di Venezia nel 1797, la gestione del Porto di Venezia si fa complicata per tutta la prima metà dell’Ottocento. Il problema principale era la mancanza di attrezzature portuali, di comunicazioni stradali e ferroviarie con l’entroterra. Anche con la stazione dei treni, costruita tra il 1860 e il 1865, la distanza era notevole: questa, infatti, era situata in un punto in cui il basso fondale non permetteva l’accesso alle navi, che continuavano ad attraccare nella sede tradizionale di San Marco.

Solo la costruzione della Stazione Marittima, terminata nel 1880 e situata nell’area di Santa Marta, e di altre strutture portuali, permetteranno lo spostamento del traffico portuale dal bacino di San Marco all’area Ovest della città, dando inizio ad un nuovo ciclo per l’economia veneziana, che si lascia alle spalle la difficile gestione ottocentesca del porto.

Per fronteggiare il traffico navale, accresciuto notevolmente nel corso degli anni, verrà infine realizzato il porto commerciale, progettato dall’ingegner Coen Cagli nel 1917. Con la nascita di Porto Marghera, Venezia si inserisce di diritto tra i protagonisti dello sviluppo industriale in Italia, con una crescita costante dei traffici che porterà, negli anni sessanta, ad ulteriori ampliamenti e alla realizzazione di nuovi canali.

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Quanti porti ci sono a Venezia?

Il Porto di Venezia si estende in due aree: abbiamo la Marittima, che è situata in centro storico e che accoglie il traffico dei passeggeri, e Porto Marghera, snodo commerciale dove si concentra il traffico di merci e di traghetti: potete trovare la mappa del Porto di Venezia qui. Alla Marittima è possibile accedervi via terra, mediante il Ponte della Libertà, e via mare, dalla bocca di Lido passando per il canale S.Nicolò-Bacino S.Marco-Canale Giudecca, dopo un percorso di circa 10 km. Quest’area è anche collegata a Marghera, grazie al canale Vittorio Emanuele.




Marghera, invece, risulta facilmente accessibile via terra, con il raccordo ferroviario di Venezia Mestre, tramite automobile grazie alla grande rete stradale in prossimità del nodo dell’Autostrada A4, Torino-Trieste, e dell’Autostrada A27, Venezia-Belluno. Porto Marghera è, ovviamente, accessibile anche via mare, partendo dalla bocca di porto di Malamocco, mediante il Canale litoraneo Malamocco-Marghera, dalla lunghezza di 15 km. Lo scalo fa parte dell’associazione Napa, ovvero North Adriatic Ports Association, insieme ai porti di Trieste, Capodistria e Fiume.

Tutto il complesso è, infine, gestito dall’Autorità Portuale di Venezia e insieme al porto di Chioggia compone l’Autorità di Sistema del Mare Adriatico Settentrionale.

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Quante sono le bocche del Porto di Venezia?

Il porto risulta accessibile attraverso tre bocche. La prima è quella di Lido-San Nicolò, esclusivamente per l’accesso alla stazione marittima nel centro storico; troviamo poi quella di Malamocco-Alberoni, per l’accesso a Porto Maghera; e infine quella di Pellestrina-Chioggia, riservata solo alle piccole imbarcazioni o per l’accesso al porto di Chioggia.




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I moli e le banchine, invece, sono dislocati in un’ampia porzione di terreno e suddivisi sulla base della loro funzione:

  • sulla terraferma, a Porto Marghera, dove si concentra il traffico commerciale e possono accedervi, dal 2010, navi da 290 metri, contro i 220 di prima, grazie ai lavori di ampliamento effettuati al canale dei Petroli che collega Marghera alla bocca di porto di Malamocco.
  • nel centro storico dove, fino ad agosto 2021, era consentito l’attracco di navi da crociera. Qui troviamo tre approdi per navi traghetto e cinque per quella da crociera. L’accesso è interdetto alle navi che superano i 315 metri di lunghezza. Nella zona di San Basilio, invece, sono presenti tre ormeggi per le navi da crociera di circa 200 metri.
  • ancora in centro storico, nella riva dei Sette Martiri, cui possono accedere i grandi yacht privati e, occasionalmente, le navi da crociera e le unità militari.

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Redazione

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