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Cambiamenti climatici, ne risentono anche le acciughe e le sardine

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Sardine e acciughe pescate nel Mediterraneo e nell’Atlantico sono sempre più piccole e magre, come conseguenza diretta dei cambiamenti climatici che riscaldano la temperatura dell’acqua. Lo ha riferito l’Istituto francese di ricerca per lo sfruttamento del mare (Ifremer) nel suo bilancio di salute del pescato nei mari francesi, sia nel golfo di Guascogna, affacciato sull’Atlantico, che nel Mediterraneo.

“è il dato più sorprendente per il 2019: in 10 anni in media sardine e acciughe hanno perso tra 3 e 4 centimetri di lunghezza mentre il loro peso è diminuito di un terzo fino alla metà ed oggi non superano i 10 grammi” ha riferito Martin Huret, ricercatore all’Ifremer. Gli studiosi hanno evidenziato che si tratta di “un fenomeno, molto raro a questa velocità , presumibilmente provocato dal riscaldamento globale”. La metodologia di studio dell’Ifremer consiste nello stabilire l’età media dei pesci misurando le ossa dell’orecchio interno.

“I pescatori ci avevano subito allertato del fatto che le prese erano sempre più piccole. La loro impressione era corretta e le nostre misurazioni lo hanno poi confermato” ha sottolineato Huret. Oggi le sardine del Mediterraneo vivono in media un anno, invece di 2 o 3 anni in passato. Mentre prima, essendo più ‘vecchiè , si riproducevano a 13 centimetri, quelle odierne sono mature a 9-10 centimetri: la durata di vita diminuisce e come conseguenza anche la lunghezza.

L’altro dato grave emerso dalla ricerca è la forte perdita di peso della specie: a causa dell’aumento delle temperature degli oceani, il plancton è meno abbondante e meno nutriente, lo stesso per la clorofilla, quindi le sardine dimagriscono. “è molto allarmante vedere lo stato di salute di questi pesci così fragilizzato. è la prova del grave deteriorarsi del loro habitat. è il campanello d’allarme della catastrofe in corso negli oceani a causa del riscaldamento globale”, ha avvertito Sabine Roux de Bè zieux, presidente della Fondazione del mare. Se per altre specie influiscono negativamente le quantità troppo alte di pesce catturato, nel caso delle sardine e delle asciughe la causa principale della crisi è invece attribuita dai ricercatori a fattori ambientali e climatici.

Per le sardine e acciughe dell’Atlantico, l’Ifremer ha riscontrato un “livello abbastanza elevato” di ricambio delle specie con esemplari giovani, dopo un netto calo tra il 2005 e il 2010 che aveva portato alla chiusura dell’attività di pesca nel golfo di Guascogna. Tuttavia la quantità del pescato è crollata, passata da 15.000 tonnellate nel 2008 a solo un migliaio dal 2010 in poi.

“Queste nuove minacce al pesce azzurro, particolarmente richiesto dai francesi, indeboliscono l’intera catena alimentare: una sardina più piccola ha meno grasso quindi qualità nutrizionali inferiori” conclude il rapporto dell’Ifremer. 

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Redazione

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