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L’allarme nell’area protetta di Punta Campanella: “Stop transito illegale”

punta campanella

Con l’estate entrata nel vivo si popolano le mete turistiche più gettonate: con esse si intensificano anche i fenomeni di transito in aree protette, di pesca subacquea illegale e di soste sulla posidonia, come nel caso di Punta Campanella. Il promontorio, istituito nel 1997 come area marina protetta, divide il golfo di Napoli e quello di Salerno ed è soggetto in questi giorni di un assalto turistico che ha portato a chiedere ai diportisti una maggiore responsabilità e alle forze dell’ordine dei controlli più stringenti.




Punta Campanella e l’ennesimo ecosistema a rischio

“Servono più controlli a mare. Individuare e punire chi non rispetta il regolamento dell’Amp, il mare e l’ambiente”. L’allarme viene lanciato con una nota da Alberico Simioli, direttore del Parco Marino di Punta Campanella tra i golfi di Napoli e Salerno. Ai fenomeni già menzionati si aggiunge anche l’abbandono di rifiuti in calette e fiordi caratteristici. Sono queste le piaghe più frequenti, secondo la nota Amp, per un sito protetto dal 1997 che ha mantenuto grazie all’operato del Parco la sua biodiversità nonostante la pressante azione antropica di questi anni. Il promontorio di Punta Campanella presenta delle caratteristiche che rendono il luogo un vero e proprio gioiello che sono valse il riconoscimento di zona Aspim, Area Specialmente Protetta di Interesse Mediterraneo: la sua preservazione appare dunque fondamentale.

L’allarme arriva dopo le numerose segnalazioni che l’Amp ha rivolto a diportisti e forze dell’ordine: “ora occorre incrementare la presenza e la vigilanza nell’area. Dare un segnale forte. Sappiamo che anche le Forze dell’Ordine hanno carenza di personale e mezzi e spesso debbono occuparsi della sicurezza in mare. E per questo chiediamo che vengano dotate delle risorse adeguate per controllare una zona vasta, così frequentata e antropizzata come la nostra Area Marina Protetta”, ha aggiunto Simioli. “Siamo un Parco Marino che ha esigenze diverse rispetto ad altri, più isolati dalle grandi aree urbane e lontani dai flussi turistici. Qui c’è bisogno di una presenza costante e capillare per porre un argine alle illegalità e tutelare un grande patrimonio naturalistico e ambientale, che il mondo intero ci invidia. Abbiamo già chiesto uno sforzo maggiore alle Forze dell’Ordine e le ringraziamo per il prezioso lavoro che svolgono quotidianamente, ma hanno bisogno di essere supportate e rifornite del necessario, se davvero vogliamo difendere il mare protetto”.




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Il caso di Punta Campanella si aggiunge alla lunga lista di località marine che vengono devastate ogni stagione estiva dall’azione inquinante dell’uomo: solo un paio di mesi fa, infatti, veniva denunciata l’overdose di barche cui era sottoposto l’arcipelago de La Maddalena, che ha portato, tra le tante decisioni, all’assegnazione del 75% delle autorizzazioni per il noleggio nautico ai residenti del luogo. Tutelare gli ecosistemi di questi luoghi, per ammirarne anche in futuro la loro bellezza, appare quanto mai urgente.

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