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Pescherecci Italiani in Libia, Federpesca: “L’accordo con Haftar è valido”

Federpesca e Libyan Military

L’accordo “privato” tra Federpesca e la Libyan Military Investment and Public Works, agenzia d’investimento legata all’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna) del generale Khalifa Haftar, “è perfettamente valido” e i primi pescherecci di Mazara del Vallo nelle acque antistanti la Cirenaica “sono in arrivo”.

Lo ha detto oggi ad “Agenzia Nova” Luigi Giannini, descrivendo così l’intesa sottoscritta con le autorità della Libia orientale non riconosciute dalla comunità internazionale ma che, di fatto, controllano il territorio. Un accordo, ha tenuto a sottolineare Giannini, di natura prettamente privata e sottoscritto autonomamente. “Non poteva esserci un coordinamento (con le autorità italiane) per una ragione. Gli Stati membri dell’Unione europea non possono negoziare né concludere accordi di pesca perché c’è una riserva esclusiva da parte dell’Unione europea. Quindi non possono essere gli Stati membri, ma l’Ue o i privati a dover fare questi accordi. E Federpesca è un ente privato”, ha detto ancora Giannini.

Federpesca e la Libyan Military, accordo quinquennale 

Federpesca ha annunciato ieri l’entrata in vigore dell’accordo della durata quinquennale con la Libyan Military Investment and Public Works. Il presidente della federazione ha definito “insensate” le accuse di finanziamento alle operazioni militari dell’Lna in Tripolitania, dove dal 4 aprile scorso è in corso un’offensiva militare dell’Lna contro Tripoli. “Quello che viene disposto dagli armatori è un canone per l’autorizzazione alla pesca. Noi abbiamo avuto e abbiamo rapporti e iniziative con entrambi le parti del paese, sia con la Cirenaica che con la Tripolitania. E lo abbiamo fatto perchè alla luce di quello che stava accadendo dovevamo legittimare l’operatività dei nostri pescherecci, piuttosto che esporli a rischi”, ha detto ancora Giannini, ricordando come nell’arco di poche settimane ci siano stati episodi simili davanti alle coste di Misurata (ovest) e di Bengasi (est).

“Sia da una parte che dall’altra abbiamo avviato trattative con le controparti. Abbiamo concluso prima l’accordo con Haftar, e lo concluderemo ora anche con Sarraj (il primo ministro del Governo di accordo nazionale). Ma noi non c’entriamo niente con i finanziamenti dei regimi”, ha detto ancora il presidente di Federpesca. 

Va ricordato che il governo di Tripoli già dal 2005, quindi sotto il regime del colonnello Muammar Gheddafi, ha rivendicato unilateralmente la Zona di Protezione Pesca e poi dichiarato nel 2009 la Zona economica esclusiva a 74 miglia dalle coste libiche, ovvero 62 miglia in più rispetto alle acque territoriali, in applicazione della Convenzione Internazionale sul Diritto del Mare di Montego Bay.

LEGGI ANCHE: Federpesca: “No ad accordi con la Grecia senza il richiamo ai diritti storici”

Lo scorso venerdì 6 settembre, un gruppo di pescherecci di Mazara del Vallo – Anna Madre, Grecale, Aristeus, Medinea, Fenice, Artemide, Gladius, Diamante e Antartide – è stato allontanato da una raffica di mitra esplosa in aria da un gommone davanti alle coste di Bengasi.

La Farnesina ha più volte sconsigliato attività di pesca in acque peraltro definite ad “alto rischio” da parte del Comitato Interministeriale per la Sicurezza dei Trasporti e delle Infrastrutture. “Che cosa dovevamo fare, lasciare che i pescherecci si esponessero a questi rischi?”, si è chiesto ancora il presidente di Federpesca. “Il governo italiano sconsiglia di pescare senza un accordo e senza permesso: benissimo, noi ora questo permesso lo abbiamo raggiunto”, ha concluso Giannini.

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