Località di mare Viaggi e stili di vita

I 20 anni che hanno cambiato il volto di Malaga

di Dario De Simone

Ruota anche intorno al porto e al waterfront la rivoluzione urbanistica che ha trasformato Malaga negli ultimi 20 anni. Era considerata la città meno bella dell’Andalusia, finendo per essere la “parente povera” sul piano artistico delle più celebri Siviglia, Granada e Cordova. Ma già dalla fine degli anni ’90 era stata avviata la trasformazione che l’ha portata ad essere una delle mete più ambite non solo del turismo balneare ma anche di quello culturale.

L’Alcazaba, la vecchia fortezza araba, è un gioiello da visitare così come la Cattedrale, detta la “Manquita” perché rimasta incompleta, o il museo dedicato a Pablo Picasso che qui è nato ed ha trascorso i primi 10 anni della sua vita.
La Costa del Sol, insomma, non è più quella cantata da Gigi D’Alessio in una famosa canzone del 2000 (nel brano viene chiamata “Playa del Sol”) che narra di un “rimorchio” di una ragazza spagnola da parte di un turista napoletano. E’ cambiato il turismo, ma soprattutto è cambiata la città di Malaga.

Porti e altre opere pubbliche per rilanciare le città: l’esempio di Malaga


Il porto, una volta solo commerciale e industriale, è stato riconvertito con lo spostamento del terminal commerciale e l’apertura ad un più massiccio turismo crocieristico. Il diportismo resta limitato perché è forte la concorrenza dei porti storici della regione, Candado, Benalmadena e Fuengirola. Al Real Club Mediterraneo di Malaga si vendono posti barca per imbarcazioni fino ad 8 metri a circa 20.000 euro. Una seconda fase della conversione Ë in programma a breve con la realizzazione della nuova Playa de la Misericordia a Sud della città a due passi dallo stadio e di un’altra zona industriale dismessa. Facile pensare ad un paragone con l’eterna incompiuta Bagnoli a ovest di Napoli.


Nel 2015, a coronamento della grande svolta, è stato inaugurato il Museo Pompidou con il suo caratteristico cubo colorato visibile ora da diverse zone della città.

Malaga: quella rinascita legata al mare


Tutto questo ha portato al miglioramento generale delle condizioni economiche della popolazione: negli anni 2000, prima della crisi che ha colpito anche la Spagna, il boom delle costruzioni edili aveva portato a Malaga un fiume di denaro e anche una massiccia immigrazione di imprenditori e manovalanza. Alle opere private, che hanno permesso la costruzione di nuovi edifici per uso abitativo, si sono sommate le grandi opere pubbliche, su tutte il porto e prima ancora il rifacimento della Calle Marquès de Larios, una ex arteria stradale trafficatissima e degradata poi diventata la strada pedonale commerciale con i negozi più rinomati della città. Si narra che Antonio Banderas, malagueno doc, si fosse sistemato in un noto albergo con l’allora moglie Melanie Griffith per assistere alla sfilata dei carri durante la Settimana Santa. E non è un mistero che il “bell’Antonio” sia un appassionato di barche; non è raro vederlo tra Capri e Ischia cosÏ come per le strade della città dove in tanti lo conoscono. Dalla sua casa, un attico a poche centinaia di metri dalla centralissima Plaza de la Merced, si vede il porto.

Il porto di Malaga


Malaga può contare ora su una passeggiata a mare tra le più belle della Spagna: in migliaia si riversano sul Paseo del Muelle Uno, un tratto di strada pedonale di quasi 2 km che conduce dal parco comunale fino al terminal crociere sfiorando la celebre “Farola”, il faro di Malaga inaugurato oltre 200 anni fa e sopravvissuto a terremoti e alla guerra civile spagnola.

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Era insomma la città meno ambita dell’Andalusia, poi ha finito per attrarre anche non malaguenos che si sono trasferiti perché hanno ritrovato più facilmente lavoro dopo la grande recessione che si è fatta sentire in Spagna soprattutto tra il 2011 e il 2014.
Folta è la presenza di italiani a Malaga, così come in tutto il Sud della Spagna. Alcuni sono giovani meridionali che, dopo un’esperienza di qualche anno all’estero nella più “classica” Londra, hanno deciso di migrare verso condizioni climatiche più accettabili. Nell’intera provincia sarebbero oltre 5.000 gli italiani registrati; per questo è nato il sito www.italianiamalaga.it che si propone di aggregare e aiutare i connazionali che vivono nella zona.


Qualche italiano del Sud paragona la rinascita di Malaga a quella di Salerno, trasformata negli anni ’90 da capitale del degrado a gioiello del turismo in Campania sotto la guida dell’allora sindaco e ora Governatore Vincenzo De Luca.
Al di là della rilevante differenza di popolazione (Malaga conta 600.000 abitanti nel suo comune e oltre 1 milione e mezzo nella conurbazione) ciò che distingue le due realtà è la presenza del grande aeroporto internazionale “Costa del Sol”; sorge ad appena 20 minuti di taxi e 30 di autobus dal centro cittadino e può contare su tre terminal, l’ultimo inaugurato nel 2008 proprio durante la fase del grande sviluppo. Sono numerosissimi i voli diretti da e per Milano, Roma, Bologna e Napoli grazie a svariate compagnie di bandiera e low cost che hanno puntato decisamente sulla città andalusa, premiata a sua volta dall’aver puntato su un ragionato e organico sviluppo delle infrastrutture.

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