Stop a uscite in barca e immersioni. Il Ministero dei trasporti ha chiarito la questione sulle uscite in barca in merito al DPCM del 10 marzo 2020: niente uscite in barca, anche in solitario, o immersioni subacquee o nuotate in tempi di Coronavirus.
Raggiungere la barca o la spiaggia comporterebbe uno spostamento non giustificato da esigenze di lavoro, situazioni di necessità o esigenze di salute e quindi violerebbe il Dpcm, ha spiegato il ministero dei Trasporti ribadendolo anche a Capitanerie, circoli nautici e porti turistici.
Uscite in barca e immersioni: “Spostamento non rientra nel DPCM del 10 marzo 2020”
Il nodo non è tanto il veleggiare o il nuotare, che non comporterebbero contatti che possono propagare il virus. “A livello diportistico tutte le attività sono vietate perché presuppongono uno spostamento che non rientra nei tre previsti dal DPCM del 10 marzo 2020 e quindi la violazione comporta l’applicazione dell‘articolo 650 del Codice penale” spiegano alla Capitaneria di porto di Genova.
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Diverso se una persona vive in barca o se esce in barca per lavoro, come ad esempio i pescatori.

Fabio Iacolare è videomaker e giornalista pubblicista dal 2010: esperto in regia di format tv e giornalista esperto in eventi a carattere culturale, ambientale ed enogastronomico italiano.
