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Coppa America: la guerra dei report tra New Zealand e il Governo

coppa america la guerra dei report

Due report a chiusura della 36esima Coppa America con conclusioni diametralmente opposte. Da un lato Team New Zealand e dall’altro il Governo neozelandese. I primi sono soddisfatti dei risultati, l’esecutivo invece punta il dito sui costi eccessivi. Una guerra a suon di report, insomma.

Partiamo dalla squadra kiwi. L’America’s Cup Event Ltd (ACE), coloro che hanno organizzato l’ultima Coppa America per New Zealand, ha diffuso il suo report in cui ha escluso dai conti tutti i costi delle infrastrutture e ha sottolineato come la competizione nelle acque di Auckland sia stata la più vista di tutti i tempi.




Il Governo neozelandese, invece, ha incluso nel suo calcolo anche le spese per le infrastrutture, arrivando quindi a un conto di ben 766 milioni di dollari neozelandesi. Inoltre l’esecutivo quantifica il ritorno in termini di immagine in appena 5 milioni di dollari, calcolando quindi solo il turismo generato ad Auckland.

Anche sui numeri dei partecipanti nel Village le cifre dei due report differiscono. New Zealand parla di 860 mila visitatori nel villaggio della Coppa, il Governo di un terzo della stessa cifra. Questo perché i primi calcolano gli ingressi (quindi se la stessa persona è entrata 3 volte nel villaggio in tre giorni diversi, viene contata come 3), mentre il Governo ha contabilizzato solo le persone entrate, indifferentemente a quante volte hanno visitato il villaggio (se una persona è entrata dieci volte nel villaggio, l’esecutivo l’ha contata come uno e non come dieci).

In conclusione quindi Team New Zealand ha voluto vedere il bicchiere mezzo pieno. Grant Dalton, CEO di Team New Zealand, ha dichiarato: “In queste circostanze siamo davvero soddisfatti dell’analisi costi-benefici annunciata oggi: un rapporto costi/benefici di 0,85 per Auckland (per ogni dollaro speso ritornano 85 centesimi ndr) su un evento che è stato pesantemente compromesso a causa del COVID-19 e della chiusura delle frontiere ai visitatori internazionali, ai media internazionali e ai superyacht. Certamente il mondo è cambiato in modo significativo da quando abbiamo vinto l’America’s Cup nel 2017, ed essenzialmente l’intera organizzazione dell’evento è stata capovolta un anno dopo, quindi anche solo il fatto che siamo riusciti a ottenere un successo importante in un evento sportivo globale ad Auckland, mentre la maggior parte del mondo era bloccata è stato un enorme risultato”.

Il Governo dal canto suo ha voluto vedere il bicchiere mezzo vuoto, non considerando troppo il contesto dovuto al Covid e concludendo che il paese ha perso 293 milioni nell’ospitare la 36esima Coppa America. Posizione che è stata ampiamente ripresa dai media locali e che dà anche il senso del clima che si respira in Nuova Zelanda, dove orami tutti sono pronti a vedere la prossima Coppa America disputata altrove.

La posizione di Luna Rossa nel report di Team New Zealand sull’ultima Coppa

Nel report di Team New Zealand c’è anche la posizione del Challenger of Record della scorsa edizione della Coppa, Luna Rossa, e dello sponsor dell’evento, Prada, che ha investito 150 milioni di dollari neozelandesi per la Auld Mug. Luna Rossa si allinea agli organizzatori della Coppa (con cui pure non erano mancate frizioni durante l’evento), e dichiara che avrebbe preferito una linea diretta tra loro, il Governo e la città di Auckland, non dimenticando di sottolineare che la gestione della loro base da parte delle autorità non li ha entusiasmati. Tuttavia ha notato che lo standard dell’America’s Cup Village e delle strutture era significativamente più alto rispetto alle precedenti edizioni.

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