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Suzuki Clean Ocean Project: tema dominante della sostenibilità ambientale

Suzuki Clean Ocean Project: tema dominante della sostenibilità ambientale

Suzuki Clean Ocean Project, l’azienda leader nel settore automotive con 100 anni di storia, è anch’essa impegnata nel cosiddetto Green Deal.

La casa di Hamamatsu ha da tempo intrapreso un percorso fatto di impegni concreti nell’ambito della sostenibilità, che riguardano i propri prodotti, la loro produzione e distribuzione, e tutte le attività che sono connesse alla quotidianità, nel lavoro e nel contesto sociale in cui l’azienda opera. Questo avviene in Giappone, dove Suzuki ha sede, e in tutte le filiali e rappresentanze locali disseminate nel mondo, come in quella italiana di Robassomero, alle porte di Torino.

Suzuki Clean Ocean Project e la sostenibilità ambientale

L’impegno di Suzuki Italia verso un nuovo corso green non si limita agli slogan, ma vive di un’attività tangibile che, oltre alle scelte in sede di strategie aziendali, vede i dipendenti Suzuki impegnati nel migliorare le abitudini con semplici azioni quotidiane e accorgimenti ecologici.

L’ultima attività in ordine di tempo è quella che ha visto coinvolto il top management di Suzuki Italia durante il consueto appuntamento annuale riguardante la propria formazione esperienziale. Dopo aver svolto diverse attività, tutti manager dell’azienda sono andati, pale e vanghe in spalla, alla Scuola dell’Infanzia del comune di Robassomero, Il Melograno, dove si sono dedicati alla piantumazione di 15 alberi da frutta, fra noccioli, meli e castagni, nel giardino dell’Istituto.




 

 

Un’iniziativa in linea con i valori della Social Responsability di Suzuki, che conferma la sensibilità manageriale di Massimo Nalli, presidente di Suzuki Italia, e la disponibilità del suo team di “sporcarsi le mani” per una buona causa.

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Quella di accrescere la presenza di verde nel territorio dove svolge la propria attività, d’altronde, non è un’iniziativa nuova per Suzuki Italia, che in passato ha già dedicato risorse alla piantumazione, interrando alberi utilizzati in origine per abbellire gli stand di fiere e saloni, all’interno del perimetro della filiale italiana.

Suzuki Italia, inoltre, ha ormai da tempo avviato un processo di riqualificazione ed efficientamento delle proprie strutture di Robassomero, per la diminuzione dei consumi energetici e delle emissioni di CO2, che riduce l’impatto sull’ambiente delle attività svolte in filiale, migliorando l’integrazione con il territorio circostante.

Di grande efficacia è stata anche la svolta “plastic free” adottata dai dipendenti Suzuki Italia, già attenti nella raccolta differenziata e nel ridurre gli sprechi, che abolisce l’uso di materiale plastico usa e getta dai propri uffici.

La casa madre Suzuki Motor Corporation, dà il buon esempio; da 10 anni è affianco a associazioni che si battono per la tutela dell’ambiente, portando avanti attività di sensibilizzazione alla cultura “eco-friendly”. In primis Suzuki Clean Ocean Project, volto specificamente alla salvaguardia degli oceani e del mare in senso lato, affinché sia posto il massimo impegno nel tenerli puliti. Un’iniziativa di respiro internazionale, mirata a fare cultura, che ha visto i dipendenti delle filiali Suzuki di 40 paesi nel mondo, impegnati nella raccolta di plastica e rifiuti in mare.

Anche Suzuki Italia fa la sua parte sul tema dell’ambiente marino, aderendo a Suzuki Clean Ocean Project e portando avanti diverse attività specifiche che si svolgono nel nostro Paese. In Italia, ad esempio, il tema della salvaguardia dell’ambiente ha trovato forma anche attraverso l’adesione a Clean Sea Life, un progetto nato sotto l’egida di Legambiente, incentrato sul recupero dei rifiuti marini.




 

 

Centrale nelle strategie a medio e lungo termine, resta tuttavia la volontà di Suzuki di offrire ai propri clienti di auto, moto e motori fuoribordo, prodotti attenti all’ambiente.

Rappresentativa in tal senso è l’innovazione che Suzuki – la cui supremazia tecnologica è stata appena ribadita con la vittoria di Joan Mir nel campionato mondiale di MotoGP 2020, in sella a una Suzuki GSX-1000-RR – ha saputo recentemente portare in ambito Marine, sicuramente il più circoscritto dei propri mercati, ma non per questo trascurato. Oltre a utilizzare ogni accortezza per consentire ai propri fuoribordo di consumare meno e impattare conseguentemente meno sull’ambiente, Suzuki ha infatti presentato, proprio in occasione del Salone Nautico di Genova 2020, un’invenzione tanto semplice concettualmente quanto rivoluzionaria per efficacia, che addirittura permette al Cliente che utilizza il motore di pulire il mare durante la navigazione. Il sistema Suzuki Micro-Plastic Collector, è un dispositivo di filtraggio e raccolta, che utilizzando il sistema di ricircolo dell’acqua di raffreddamento dei motori fuoribordo Suzuki, trattiene le microplastiche disciolte in mare. A titolo di esempio, il nuovo fuoribordo DF140BG filtra, a regime massimo, 40 litri di acqua al minuto, che in un’ora di funzionamento si traducono in 2400 litri di acqua filtrata.

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L’attenzione da parte di Suzuki al problema della plastica in mare è anche alla base dell’utilizzo di nuovi sistemi d’imballaggio per i motori fuoribordo e per le parti di ricambio in cui l’uso della plastica è stato drasticamente ridotto. In questo modo, Suzuki stima di ridurre in un anno l’uso di plastica per 2,3 tonnellate a favore di materiali ecosostenibili, come la carta e i suoi derivati.

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