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The Ocean Race torna domenica con la tappa più lunga della sua storia

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La terza tappa di The Ocean Race che ci attende questa domenica sarà la più lunga della sua storia, con una lunghezza che supera i 23 mila km.

Il giro del mondo in equipaggio ritorna il 26 febbraio a Città del Capo, in Sudafrica, con destinazione Itajaì, Brasile, con una regata da Guinness World Record.

Il percorso della terza tappa di The Ocean Race

Non è la prima volta che si superano le 10.000 miglia per una tappa di The Ocean Race. Il precedente risale al 2008-2009, con il quinto appuntamento che ha portato i concorrenti da Qingdao, in Cina, fino a Rio de Janeiro.




Una volta superato Capo Agulhas i concorrenti dovranno scendere di latitudine per infilarsi nei flussi da Ovest e correre verso Est, per continuare lungo i limiti dei ghiacci e navigare tra i 40 e i 50 gradi Sud. Onde evitare rischi, gli organizzatori hanno posto una zona di esclusione che impedirà ai team di scendere troppo di latitudine e di entrare nella fascia di oceano a rischio iceberg.

Un ulteriore cancello è stato posto più o meno in corrispondenza della punta Ovest della Nuova Zelanda: un traguardo volante che assegnerà dei punti che si andranno a sommare a quelli conquistati all’arrivo in Brasile. Prima di arrivarci, però, bisognerà doppiare lo storico Capo Horn che, con i venti da Ovest e la corrente in senso contrario, non lascerà nessun margine di errore ai velisti. Ma le difficolta non finiscono qui. Si dovrà decidere se lasciare le Falkland-Malvinas a sinistra oppure a dritta, allungando la strada ma, probabilmente, evitando le raffiche di vento che scendono dalle Ande. Da qui rimane solo la risalita sulla costa sudamericana per il raggiungimento di Itajaì. Quello che ci attende, insomma, è un vero mix di ostacoli che richiederà tecnica, resistenza e coraggio per il superamento di questi.

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Affrontare i pericolosi mari del Sud significa imbattersi in un’area che ha visto la scomparsa di cinque velisti durante il giro del mondo. L’ultimo è stato John Fisher, che nell’edizione 2017-2018 è stato sbalzato a 1400 miglia da Capo Horn. Come si comporteranno i cinque velocissimi Imoca? Difficile fare previsioni sulla durata della regata: quel che è certo, è che non mancheranno le emozioni.

 

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