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Le autorità egiziane bloccano sul Nilo la zattera antiplastica di Bellini

bloccata sul nilo la zattera antiplastica di bellini

Mancavano circa 200 chilometri per arrivare al delta del Nilo, quando le autorità egiziane hanno bloccato il viaggio della zattera antiplastica di Alex Bellini e Nick Pescetto. Si ferma così, per il momento, la risalita del fiume partita a 80 chilometri da Il Cairo e che mirava ad arrivare a Damietta, per il progetto “10 Rivers 1 Ocean”.

Partito nel 2019, il programma è di navigare su una zattera costruita in loco e con materiali di recupero i dieci fiumi più inquinati dalla plastica al mondo. Se infatti tanto si parla della plastica negli oceani, spesso non si considera che circa l’80% di questi rifiuti arriva in mare proprio da questi corsi d’acqua. Il solo Nilo porta nel Mar Mediterraneo circa 90 mila tonnellate di plastica ogni anno.



Finora sono stati navigati da Bellini già il Gange in India, il fiume delle Perle in Cina e il Pacific Garbage Patch (l’enorme massa di rifiuti in plastica accumulata a causa delle correnti nell’Oceano Pacifico). Il Nilo era la quarta tappa, mentre la quinta sarà il Mekong in Indocina. L’obiettivo di Alex Bellini è quello di raccogliere testimonianze dirette di un problema ecologico che ha spesso origini sociali ed economiche.

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Chi è Alex Bellini e le sue avventure estreme per l’ambiente

Bellini non è certo nuovo a queste imprese. Avventuriero ed esploratore ha, tra le altre cose, attraversato in inverno il Vatnajokull, il ghiacciaio più grande d’Europa che il riscaldamento globale sta sciogliendo. A remi e in solitario ha attraversato Atlantico e Pacifico e sogna di sopravvivere su un ghiacciaio fino al suo completo scioglimento. L’interruzione del viaggio non lo abbatte e spera di completarlo al più presto.

“Nonostante non abbia potuto raggiungere il delta del Nilo, la spedizione mi ha fornito elementi sufficienti per poter comprendere la complessità di un problema che non si ferma al solo uso consapevole delle risorse, ma anche alla loro corretta gestione”, il commento dell’esploratore e divulgatore ambientale appena rientrato in Italia. “Navigando su questi grandi fiumi ciò che sto iniziando a comprendere è che la plastica non è il problema, la plastica semmai è la conseguenza di altri problemi che affondano le loro radici nella disparità sociale, nell’inadeguatezza dei servizi e delle infrastrutture e in un crescente senso di separazione tra le persone e l’ambiente in cui sono immerse”.

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