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Stop alla plastica negli stabilimenti balneari: la Toscana anticipa l’Europa

Nello scorso mese di marzo Bruxelles aveva varato una direttiva storica: via e fuorilegge dal 2021 le stoviglie in plastica, un modo per ridurre i rifiuti in mare (che per l’80 per cento sono costituiti da plastica). Ma i novecento stabilimenti balneari della costa Toscana, dai confini con la Liguria fino alla Maremma, saranno “plastic free” già da questa estate: addio ovunque a piatti, bicchieri, cannucce e posate monouso. “Siamo la prima regione plastic free”, ha annunciato il governatore Enrico Rossi.

Regione ed esercenti, assieme ai Comuni, firmeranno infatti un’intesa, portata ieri in giunta regionale dall’assessore alla presidenza, Vittorio Bugli, che metterà da subito tutte (o quasi) le stoviglie monouso al bando: si potranno smaltire le scorte già acquistate, ma poi dovranno essere sostituite da piatti, cannucce e bicchieri biodegradabili o biocompostabili, quelli ad esempio in mais che costano un pò di più ma che si trovano già da tempo in commercio.

 E chi non lo farà rischia una multa. Non solo. Anticipando gli obiettivi della direttiva europea, e anche il governo nazionale che al momento non ha legiferato in materia, la Toscana si sta preparando perché già a partire da settembre si preveda l’esclusione della plastica monouso presso le mense delle strutture della Regione, degli enti e delle agenzie regionali e dagli enti del Servizio sanitario regionale. Si aggiungono le sedi dei beneficiari di finanziamenti regionali, primo fra tutti, il mondo della scuola. La svolta ecologica ed ambientalista, dopo che la Regione Toscana aveva già fatta da apripista sui raccolti dei rifiuti in mare con il progetto “Arcipelago Pulito”, consentendo ai pescatori di portare a riva (senza esserne più responsabili) i rifiuti tirati su con le reti, non comprenderà per adesso le sole bottigliette in plastica.

Per ora infatti c’è una sola azienda in Italia che le produce in materiale ecologico: con un divieto si creerebbe un monopolio, con un danno peraltro che subirebbero anche da aziende locali. Tutto è rinviato in questo caso al 2020: intanto però, trovando un accordo con le imprese, si potrebbe iniziare con alcune sperimentazioni, magari con la fornitura di distributori d’acqua da riempire con borracce lavabili e riutilizzabili.

In alcuni bagni del Forte dei Marmi già si fa. “Il problema della plastica in mare è enorme e bastano pochi numeri per capirlo: si stima che ogni anno vengono prodotte 280 milioni di tonnellate di plastiche e che da qui al 2050 la cifra, se non cambierà qualcosa, rischia di raddoppiare”, ha osservato Rossi. Almeno 8 milioni finiscono nei mari di tutto il mondo, compreso il Tirreno, portati dai fiumi o trascinati alla largo dalla risacca sulla spiaggia. L’accordo “Spiagge sostenibili” firmata da Regione, Anci Toscana e associazioni dei balneari prevede un percorso per recepire in una legge Toscana le disposizioni della direttiva europea sull’economia circolare, anticipandone l’entrata in vigore. 

Si ragiona anche di campagne di comunicazione e sensibilizzazione rivolte a chi frequenta il litorale, per invitarlo ad una gestione dei rifiuti più rispettosa dell’ambiente e del mare, compresa la cattiva abitudine di abbandonare in spiaggia mozziconi di sigaretta. A vigilare sul rispetto delle norme, che saranno recepite con ordinanze dai Comuni, ci penseranno gli agenti di polizia municipale.

L’accordo prevede anche l’installazione di contenitori per la raccolta differenziata nelle spiagge ‘liberè , non oggetto di concessione demaniale. Ovunque saranno installati cartelli che riepilogheranno divieti e regole sull’abbandono e la raccolta dei rifiuti. è previsto anche un premio per la spiaggia toscana più sostenibile.

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