Ognina, catturato uno squalo mako di 3 metri nel golfo di Catania: l’esemplare è finito nelle reti dei pescatori con il cianciolo da un peschereccio della marineria di Ognina, quartiere periferico di Catania.
La cattura dell’esemplare, che pesa circa 600 chili ed è lungo oltre 3 metri, è avvenuta durante una normale battuta di pesca.
Il porto Ulisse a Ognina, si trova sulla costa nord della città di Catania ricavato da un’insenatura nella scogliera rocciosa; era un approdo portuale di Catania sin dall’antichità. Nell’area ove sorge il porto attuale sfociava un fiume il Lognina (o l’Ognina) che venne seppellito da una colata lavica dell’Etna in epoca medioevale.
Lo squalo mako nel Mediterraneo
Lo squalo mako è uno dei vari tipi di squalo presente nel Mediterraneo, è una specie dei mari temperati e tropicali, con abitudini pelagiche essendo un buon nuotatore, ma che si avvicina anche alle coste.
Abitualmente frequenta solitario le acque superficiali (30-60 m), ma è stato pescato anche ad oltre 700 metri ed è un abile nuotatore, probabilmente il più veloce fra gli squali, ed è capace di compiere salti fuori dell’acqua.
La riproduzione è ovovivipara e gli embrioni si nutrono del sacco vitellino e di uova non fecondati della madre o di altri embrioni.
Dopo una gestione 15-18 mesi vengono al mondo 8-10 piccoli già di misura attorno ai 70 cm di lunghezza, mentre la maturità sessuale nei maschi arriva dopo 8 anni e nelle femmine in un tempo di gran lunga maggiore (18 anni)
Lo squalo mako è carnivoro e attacca clupeidi, scombridi ed incute timore anche a banchi di tonni e pescispada, non a caso può finire nei palamiti preparati per la pesca al pesce spada o al tonno. Si cattura con reti da posta e derivanti, con lenze a mano o con i palamiti da tonni ed è oggetto anche di pesca sportiva.
La sua carne, bianca, è considerata ottima; è ricercato anche per la zuppa di pinne e può raggiungere 3,7 m e un peso di oltre di 500 kg, ma normalmente è intorno ai 3 m e con un peso di 60-135 kg.
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Potenzialmente è considerato pericoloso per l’uomo, specie quando è stato pescato o arpionato, mentre per la conservazione della specie è considerato “quasi a rischio” e lo si può incontrare lungo tutte le coste italiane.
Fabio Iacolare è videomaker e giornalista pubblicista dal 2010: esperto in regia di format tv e giornalista esperto in eventi a carattere culturale, ambientale ed enogastronomico italiano.