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DL Concorrenza, rinviato a nuovo decreto il calcolo indennizzi per balneari

balneari

La Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021 per le concessioni balneari, meglio conosciuta come DL Concorrenza, verrà discussa in Senato lunedì 30 maggio, con il voto che è atteso in giornata. Il Servizio Studi del Senato ha realizzato un dossier, che raccoglie una serie di schede che spiegano, in sintesi, i punti salienti e le finalità: come spiegato nell’articolo 1, si tratta di promuovere lo sviluppo della concorrenza, permettendo l’accesso ai mercati anche alle imprese di piccole dimensioni, oltre a sostenere il miglioramento dell’efficienza dei servizi pubblici e di contribuire alla tutela dell’ambiente.

Bandi dal 2023 per le concessioni balneari

Soltanto con un futuro decreto attutivo verranno stabiliti i criteri per il calcolo degli indennizzi economici, che saranno riconosciuti agli attuali imprenditori balneari che detengono le concessioni, qualora questi dovessero perdere i futuri appalti pubblici. Dopo il protrarsi di una situazione di stallo fatta da trattative tra le forze di maggioranza che non hanno trovato una soluzione, si è stabilita al prossimo 30 maggio la scadenza per votare il decreto. Confermato al 31 dicembre 2023, con possibile proroga fino al 31 dicembre 2024 in caso di contenziosi, il termine ultimo per i Comuni per effettuare i bandi che assegneranno nuovamente i titoli, secondo la direttiva del Consiglio di Stato dello scorso novembre. Tutta l’incapacità nel trovare una mediazione tra il governo, intenzionato a calcolare gli indennizzi solo sugli investimenti non ammortizzati, e le associazioni di categoria, che chiedevano il riconoscimento dell’intero valore aziendale, è emersa in questi mesi.




Non abbiamo ancora una versione ufficiale del provvedimento, ma è ormai appurato che il testo rimanda ai decreti attuativi la definizione degli indennizzi, senza alcun riferimento all’avviamento dell’attività, al valore dei beni e allo studio delle scritture contabili: molto probabilmente i nodi verranno sciolti solo nella prossima legislatura. Grande insoddisfazione emerge dalla categoria dei balneari, che hanno espresso tutto il loro disappunto circa le decisioni del governo: “Uno Stato, inteso come soggetto dell’ordinamento giuridico statale, che non pone tutela e difesa verso le proprie imprese che negli anni hanno contribuito a fare del turismo del mare una vera eccellenza, riconosciuta a livello mondiale, a cosa può servire?”, tuona Angelo Siclari, Presidente di Assormeggi che ha poi continuato: “Garantire a chi ha tanto potenziale economico di potersi accaparrare ciò che le piccole e medie imprese hanno realizzato in anni di sacrifici e con tante difficoltà è uno degli errori che l’Italia pagherà a caro prezzo.

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Nel dossier del Servizio Studi del Senato viene ribadita l’importanza che il PNRR attribuisce alla tutela e alla promozione della concorrenza, fattori essenziali per favorire la crescita economica, vitale nel periodo storico in cui ci troviamo post crisi pandemica. Con l’entrata in vigore auspicata per la fine del 2022, il Governo ha infine assunto l’impegno di realizzare la cadenza annuale. Su come andrà a finire questa vicenda, un primo responso lo avremo già il prossimo lunedì.

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