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Piccoli Comuni, Legambiente: servono politiche di sistema sull’ambiente

I piccoli comuni sanno porsi sulla frontiera dell’innovazione ma hanno ancora bisogno di politiche di sistema che permettano loro di proiettare nel futuro l’alta qualità della vita di cui sono custodi, potenziando la presenza di servizi e di offerta formativa, le opportunità di lavoro e investimento, gli strumenti di valorizzazione e di manutenzione del territorio”. A spiegarlo è stato Stefano Ciafani, presidente di Legambiente, in occasione di una tavola rotonda. Sono tante le storie di innovazione sociale e tecnologica, di integrazione e di turismo sostenibile, di economia circolare, rigenerazione edilizia e nuova imprenditoria verde che s’incontrano nei piccoli comuni.

Come Flumini maggiore in provincia di Carbonia Iglesias (Sardegna), tremila anime e molte case sfitte, dove è partito un progetto di welfare diffuso per gli over 65, attraverso la creazione di una cooperativa di comunità capace anche di produrre e distribuire rinnovabili. O San Lorenzo Bellizzi, in provincia di Cosenza (Calabria), poco più di 660 abitanti, la cui amministrazione ha investito nel fotovoltaico e quasi i due terzi degli edifici pubblici ospitano oggi impianti solari fotovoltaici e il Comune ridistribuisce gli introiti del Conto Energia alla cittadinanza attraverso l’esenzione della TASI; inoltre con la vendita dell’energia prodotta sono stati già azzerati i tributi comunali destinati alla ristrutturazione degli immobili del centro storico.

Chiusano d’Asti è il comune capofila del progetto Agape, di cui fanno parte anche Castellero, Cortandone, Monale e Settime, ha sviluppato un progetto di accoglienza diffusa dei migranti, oltre che alla “prevenzione” della violenza di genere e alla promozione dell’inclusione degli alunni con disabilità. Uggiano La Chiesa, in provincia di Lecce, vanta invece un progetto di riqualificazione edilizia della scuola dell’infanzia Don Tonino Bello che ha portato a ridurre i consumi di energia con il conseguente abbattimento del 90% delle emissioni di CO2 in atmosfera e l’eliminazione completa del gas radon, attraverso interventi di miglioramento dell’efficienza dell’impianto di riscaldamento, di raffrescamento, di produzione di acqua calda sanitaria, di illuminazione, anche con l’utilizzo delle fonti rinnovabili.

Il Distretto turistico della Costa d’Amalfi mette insieme 14 Comuni e 55 imprese convinte di doversi unire per rendere più sostenibile il modello economico di quel territorio tra i più belli e fragili d’Italia e si stanno impegnando a creare una rete per la mobilità elettrica, installare dispenser ricaricabili, favorire gli acquisti verdi e sviluppare un’attenzione costante all’ambiente e all’accessibilità e fruibilità delle spiagge. Sul fronte delle start up, Apepak produce imballi alimentari ottenuti da teli di cotone biologico a filiera etica imbevuti di cera d’api, ponendo soluzione a tre grandi questioni: l’inquinamento da plastica, la tutela delle api mellifere in via d’estinzione ed infine l’etica di inclusione sociale nel mondo del lavoro.

Una filiera di economia circolare pensata e realizzata ad Altivole in provincia di Treviso (Veneto). Lombricoltura Clandestina, invece, a Sezzadio in provincia di Alessandria, si occupa di allevamento di lombrichi per la produzione di humus e la realizzazione di impianti per il compostaggio: si basa sulla trasformazione di scarti vegetali in humus ad opera dei lombrichi e permette il riciclo di rifiuti organici e la produzione di fertilizzante naturale da utilizzare in agricoltura e orticoltura.

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