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Tokyo, Camboni tiene i nervi saldi: “Sfida apertissima, voglio una medaglia”

camboni medaglia

Attualmente è al terzo posto, e sabato si giocherà una medaglia: lo sa bene Mattia Camboni, l’azzurro del RS:X maschile impegnato ai Giochi Olimpici di Tokyo, e sa anche bene che la sfida è ancora tutta aperta.

“Sono emozionato, la pressione si sente, però è importante rimanere tranquilli e gestire al meglio questi due giorni in vista della finale, soprattutto per il punteggio: siamo in tre praticamente alla pari” dichiara ai microfoni.

Camboni: “Non voglio farmi scappare una medaglia”

Camboni ha le idee chiarissime: su quel podio vuole salirci e al collo vuole una medaglia. “Tra me e il francese chi arriverà davanti vincerà, e anche il polacco è solo a 3 punti: col punteggio doppio della Medal Race è tutto apertissimo” fa notare il 25enne da Civitavecchia, che sente che il gran giorno si avvicina e lui non vuole farsi sfuggire il sogno del podio dei Giochi. “Il Windsurf RS:X non sarà più olimpico a Parigi 2024 – sottolinea -, questa è la mia opportunità e non voglio farmela scappare. Forse proverò la nuova tavola foil per i prossimi Giochi, non ho avuto le forze né il tempo per pensare alla prossima Olimpiade”.




Sul finale di queste regate olimpiche giapponesi, Mattia non ha dubbi: “Sarà molto difficile, bisognerà tenere i nervi ben saldi. Nel nostro caso l’oro è già deciso, del resto siamo quasi abituati con Kiran Badloe perché è veramente un fuoriclasse. Ho provato fino alla fine a non lasciarlo andare via, ma le condizioni del vento di questi ultimi due giorni hanno reso tutto più difficile per me”.

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Dunque, nervi saldi: non proprio facilissimo durante le Olimpiadi: “So che alcuni non sono riusciti a gareggiare a causa della tensione, ma penso che tutti gli atleti che sono qui all’Olimpiade per vincere una medaglia affrontano tanti sacrifici a livello della propria vita. La pressione sale anche solo pensando a tutti i sacrifici che uno ha fatto, ai singoli allenamenti, c’è la voglia di non sprecare tutti gli anni di preparazione, alzatacce la mattina presto, serate non fatte con gli amici”.

“La pressione c’è, i sacrifici sulle spalle anche – conclude l’azzurro -, ed è facile non gestirla nel modo giusto, in questo contesto e con tutti i media addosso”. Come dire che capisce Simone Bioles e Naomi Osaka, però non vuole pensarci: Camboni vuole troppo una medaglia, che peraltro meriterebbe.

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