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Viaggi all’estero sì, seconde case e barche no. La strana Pasqua italiana

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Con l’arrivo della Pasqua si intensificano le restrizioni ai movimenti con l’Italia che sarà in zona rossa dal 3 al 5 aprile. E ai divieti nazionali si aggiungono quelli delle ordinanze regionale che vietano il raggiungimento delle seconde case e a volte anche delle barche. Ma si potrà andare all’estero, almeno in alcuni stati, senza particolari restrizioni.

Partiamo dalle regole nazionali. Sabato, domenica e lunedì prossimi non si può uscire di casa. Unica eccezione, una sola visita giornaliera a parenti e amici, ma massimo in due adulti (non si contano invece i minori di 14 anni al seguito). In teoria si potrebbe andare nelle seconde case, se si ha un contratto di affitto o proprietà precedente al 14 gennaio, anche se si trovano in zona rossa e a patto che nella seconda casa si rechi solo il nucleo familiare e non ci siano altre persone al seguito o già in loco. E qui arrivano però le ordinanze restrittive regionali.

Il caso Liguria: niente seconde case e niente barche

Tra le regioni che hanno stabilito un’ulteriore stretta agli spostamenti c’è la Liguria. Il presidente Giovanni Toti ha annunciato che in Liguria sarà vietato andare nelle seconde case e sulle barche da mercoledì prossimo e fino al lunedì dopo Pasqua. Una restrizione che per la nautica cambia davvero poco. In zona rossa infatti non si può andare in barca, mentre in quella arancione  si può raggiungere la barca se si ha la fortuna di averla nel proprio comune di residenza




Altre restrizioni sulle seconde case sono previste in Alto Adige, Campania, Puglia, Toscana e Valle d’Aosta. In Sardegna e Sicilia si entra solo con un tampone negativo fatto nelle ultime 48 ore.

Ma a Pasqua è ok per i viaggi all’estero

A far arrabbiare le associazione degli albergatori in questi giorni è però la possibilità di recarsi all’estero per turismo e di poter attraversare anche regioni rosse se si deve raggiungere l’aeroporto. Non tutti i viaggi sono concessi, ma una trentina di paesi sono ad accesso libero. Tra questi Spagna, Grecia, Croazia, Cipro, Danimarca, Francia, Portogallo. Per alcuni paesi, come Austria, Regno Uniti e Stati Uniti, il viaggio è consentito, ma al rientro bisogna osservare 14 giorni di quarantena. Intanto, il ministro alla Sanità Roberto Speranza oggi, 30 marzo, firmerà una nuova ordinanza che obbliga chi torna dall’estero a sottoporsi a tampone in caso di partenza, quarantena di 5 giorni al rientro in Italia e nuovo tampone alla fine dei 5 giorni.

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