Le aziende utilizzano plastica liquida, semisolida o solubile tra gli ingredienti dei detergenti per bucato, superfici e stoviglie presenti sul mercato italiano e l’uso di tali sostanze, ad oggi non regolamentato, ne determina il rilascio nell’ambiente e nel mare.
Lo rivela il nuovo rapporto di Greenpeace ”Plastica liquida: l’ultimo trucco per avvelenare il nostro mare” elaborato grazie a indagini online, consultando le pagine web ufficiali delle principali aziende di detergenti in Italia, e di laboratorio per verificare la presenza di materie plastiche in forma solida inferiori ai 5 millimetri, le cosiddette microplastiche.
La plastica liquida, nuova minaccia per i mari

Le analisi di laboratorio, il cui scopo era verificare la presenza di particelle solide inferiori ai 5 millimetri, hanno evidenziato che dei 31 presi in esame solo in due erano presenti: Omino bianco detersivo lavatrice color + dell’azienda Bolton e Spuma di Sciampagna Bucato Classico Marsiglia dell’azienda Italsilva.


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Proprio oggi Greenpeace ha lanciato una petizione per chiedere al ministro dell’Ambiente di sostenere la proposta dell’ECHA sulle microplastiche e migliorala inserendo un divieto anche per l’uso di plastiche liquide, semisolide e/o solubili applicando concretamente il principio di precauzione.
“La volontà di marchi come Coop e Unilever di eliminare questi materiali entro il 2020 ci conferma che sono già facilmente sostituibili. Proprio per questo lanciamo una nuova petizione per chiedere al ministro Costa di sostenere e migliorare la proposta europea. Non c’è bisogno di un nuovo inquinamento per il nostro mare che è già gravemente malato” conclude Ungherese.

Fabio Iacolare è videomaker e giornalista pubblicista dal 2010: esperto in regia di format tv e giornalista esperto in eventi a carattere culturale, ambientale ed enogastronomico italiano.
