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Bambini e tintarella, ecco alcune raccomandazioni dell’esperto

E’ tempo di andare in spiaggia e tanti genitori sono assaliti da dubbi a cui vorrebbero dare risposta. Quali sono le ore adatte all’esposizione per i bambini? Quale filtro solare è quello giusto? Si può usare la crema di mamma e papà o è bene acquistare una specifica? E quante volte al giorno va applicata? L’incertezza è crescente. Ma a fugare questi e altri dubbi e a fare corretta informazione sul tema della protezione solare, ai microfoni dell’agenzia Dire, è Andrea Diociaiuti, dermatologo e responsabile del Centro di Dermatosi Croniche presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. – Il sole fa bene ai bambini: aiuta la crescita armonica delle ossa, regola il sonno e migliora le malattie della pelle.

Quali sono però le regole da seguire per una corretta esposizione? “Il sole fa bene e non va assolutamente demonizzato perchè gli effetti e i benefici sono di gran lunga superiori a quelli negativi. La questione da considerare nel caso dei bambini è che possiedono una particolare fragilità poichè la pigmentazione della pelle, la melanina, in questo caso è molto ridotta. Per cui nei primi sei mesi di vita la raccomandazione è di non esporre direttamente al sole i bambini.

Mentre dai sei mesi in poi il piccolo può essere esposto al sole, ovviamente non nelle ore più calde, e dunque è necessario evitare di andare al mare o in piscina nella fascia oraria dalle 11 alle 16. Prediligere piuttosto zone all’ombra e riparate dai raggi ultravioletti. Fondamentale poi usare fattori di protezione solare atti ad evitare il rischio legato all’esposizione dei raggi ultravioletti”. – Ha fatto riferimento ai fattori di protezione solare, vuole offrire qualche altro consiglio alle mamme? “Sebbene ci sia un grande vantaggio ad esporsi al sole per la facilizzazione della mineralizzazione delle ossa, ossia la conversione della vitamina D nella sua forma attiva, credo che un bambino vada esposto al sole in modo sicuro per proteggerlo dal rischio di sviluppare tumori della pelle in età adulta.

Questo perchè il rischio di sviluppare un tumore in età avanzata dipende da come ci siamo comportati in età pediatrica. Per cui consiglierei sempre una protezione 50+ ed eviterei le protezioni più alte perche’, in genere, le protezioni sopra i 50 non sono adatte ai bambini perchè hanno dei filtri chimici che interagiscono anche a livello ormonale. Bisogna optare per i fattori fisici che sono a base di ossido di zinco e biossido di titanio, un vero e proprio ‘ombrello fisicò che impedisce ai raggi ultravioletti di penetrare. In più questi non interagiscono con il corpo.

Dal punto di vista cosmetico si sono registrati dei progressi incredibili”. – Altri consigli pratici che si sente di dare? “Vorrei aggiungere un altro accorgimento, questo l’ho sperimentato da padre piuttosto, che la crema protettiva è bene metterla a casa prima di andare al mare poichè uno spazio così vasto rappresenta un contesto più ‘difficilè soprattutto se si ha più di un bambino. La protezione va applicata ogni due ore e dopo il bagno, per mantenere lo standard protettivo. è importante tenere a mente che sotto l’ombrellone bisogna comunque applicare la crema, perchè anche sotto anche in questo caso la luce viene riflessa quindi siamo esposti ai raggi ultravioletti.

Inoltre, mai sottovalutare le giornate nuvolose in ombra caratterizzate da molte nuvole, perchè di fatto la nuvola filtra la luce visibile. E in tal caso esponiamo il bambino a raggi ultravioletti che passano tranquillamente la nuvola e la sera stessa, o il giorno dopo, potrebbe manifestarsi un eritema solare”. – In caso di scottature lievi o moderate cosa è bene fare e cosa invece va evitato? Quando invece ricorrere all’aiuto del dermatologo? “Se si tratta di una scottatura lieve si può anche applicare una crema antifiammatoria senza cortisone.

Se l’infiammazione e l’edema sono più importanti bisogna ricorrere alla crema cortisonica. Più in generale direi che quando la lesione e dunque il gonfiore è importante, soprattutto l’estensione non è trascurabile, in questi casi è opportuno rivolgersi al dermatologo che probabilmente prescriverà un breve ciclo di cortisone e antistaminico per ridurre l’infiammazione della pelle”. – Raggi solari e acqua del mare contribuiscono a combattere la psoriasi. è vero oppure no? E in caso di psoriasi e altre malattie della pelle a cosa bisogna fare attenzione quando si va al mare? “Su tutte le patologie della pelle bisogna avere accortezze in caso di dermatite atopica, che è estremamente diffusa e coinvolge più del 15% dei bambini. Poi a seguire va sicuramente considerata la psoriasi, ma anche la vitiligine.

Tenendo a mente che non bisogna eccedere resta il fatto che il sole, anche più del mare, fa molto bene a queste malattie. Anche se i piccoli sono affetti da tali malattie anche per loro valgono le stesse regole e cioè non ci si deve esporre senza protezione perchè il bambino potrebbe incorrere anche a eritema solare o, in alcuni casi, al peggioramento della condizione soprattutto se associato ad arrossamento. è consigliabile esporsi al sole, raccomanderei di andare al mare piuttosto che in montagna e di esporsi al sole ma con le protezioni di cui abbiamo già parlato.

Anche un bambino protetto con fattore 50 sarà un piccolo abbronzato, e questo dimostra che non esistono creme con fattore di protezione totale ma solo creme con fattori molto alti che proteggono dai raggi ultravioletti che comunque fanno filtrare in parte i raggi del sole e consentano di avere effetti positivi e terapeutici sulla pelle”.

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