News dal mare

Cura Italia, i Balneari fuori dal decreto: insorgono le associazioni

L’emergenza Coronavirus ha provocato cancellazioni in tutte le destinazioni turistiche, e mentre il fenomeno si sta propagando in modo importante in tutta Italia si verifica un conseguente crollo delle prenotazioni. “Questa situazione riguarda anche le 30 mila concessioni balneari italiane, estromesse dal Governo Conte dai tavoli tecnici per fronteggiare questa situazione gravissima”.

Lo dichiara in una nota la presidente di Base Balneare Donnedamare Bettina Bolla, per la quale “in questo momento cosi difficile non possiamo non rilevare come il Governo, nel recente decreto legge ‘Cura Italià si sia assolutamente dimenticato delle aziende balneari”. La richiesta, oltre a quella di essere ammessi alle misyre del dl CuraItalia, è per la “estensione delle concessioni demaniali marittime al 2033 così come recita la norma nazionale”, Il sistema balneare italiano “vale un terzo del totale delle presenze turistiche italiane- dice Bolla- costituendo un importante segmento del settore turistico che il Governo ha l’obbligo di tutelare, soprattutto in questo drammatico momento”.

A far paura “è il gap normativo che ha portato in questi undici anni il nostro settore ad essere meno competitivo nei confronti di altri paesi europei come la Spagna, premiati dai rispettivi Governi con proroghe lunghe, che ne hanno favorito la crescita”, prosegue Bolla riferendosi alla nota questione concessioni demaniali-direttiva Bolkestein. “Reduci lo scorso anno da forti mareggiate e da una stagione che ha visto il 25% delle presenze in meno, oggi più che mai continuiamo a essere ostaggio dell’incertezza in cui lo stesso Governo ci ha relegato- prosegue Bolla- Ad oggi, infatti, il Governo non ha indirizzato nessuna circolare ai Comuni per l’applicazione della Legge di Bilancio che lo scorso anno aveva previsto l’estensione delle concessioni per 15 anni”.

“A tutto ciò si aggiunge questa crisi sanitaria che avrà gravi conseguenze economiche anche nel settore turistico con migliaia di prenotazioni disdette”, ribadisce la presidente di Base Balneare-Donnedamare Bettina Bolla. Gli effetti “secondari” che arriveranno dopo le misure di contenimento dell’epidemia di coronavirus “non dipenderanno solo dall’entità delle misure stesse ma anche da fattori strutturali della nostra economia”, dice Bolla, per la quale “è quanto mai necessario avere un intervento decisivo del Governo a protezione di un comparto così importante che compensi le perdite subite”.

In questo momento cosi difficile “non possiamo non rilevare come il Governo, nel recente decreto legge ‘Cura Italià si sia assolutamente dimenticato delle aziende balneari”, lamenta Bolla. Le “30mila famiglie italiane” impegnate nel settore “chiedono non aiuti economici per questa emergenza, ma la possibilità di parametrare gli investimenti con la recente legge n.145/2018 che ha posticipato il limite delle concessioni demaniali”. Infatti, prosegue Bolla, “non siamo comprese tra le imprese che ex comma n.2/3, art.58, che possono avvalersi della sospensione fino al 31 maggio dei versamenti delle ritenute, contributi previdenziali, e assistenziali e dei premi dell’assicurazione obbligatoria; non possiamo usufruire, in modo particolare i pertinenziali, dei benefici sui canoni ex art. 62 del decreto legge perchè relativi ai fabbricati accatastati come C1 (negozi e botteghe), mentre i nostri sono nella categoria D8 (fabbricati costruiti per speciali esigenze di un attività commerciale)”. Perciò “chiediamo le necessarie correzioni” in sede di conversione del decreto dice Bolla.

Inoltre, visto che “solo una prospettiva pluriennale può dare agli operatori del settore la tranquillità necessaria per progettare importanti investimenti”, continua la presidente Bettina Bolla, “Base Balneare sostiene con forza l’iter di estensione delle concessioni demaniali marittime al 2033 così come recita la norma nazionale” e per fare ciò “è necessario un provvedimento attuativo nazionale che imponga ai Comuni costieri il rilascio dell’estensione e alla luce dei comportamenti messi in essere dagli Stati appartenenti all’UE che hanno negato tutti i principi comunitari di libera circolazione delle merci e delle persone”.

Leggi anche

Pesca dell’aragosta, in Sardegna abolito il giornale di bordo per la tracciabilità

Fabio Iacolare

Sicurezza in mare: K38 Italia festeggia il ventennale con l’Academy Capo Camp Sardinia

Fabio Iacolare

Cesare Dell’Anna e gli Opa Cupa, dalla Puglia in concerto a Napoli

Fabio Iacolare

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.