Nautica

Personale in smart working e pratiche nautiche ferme: il punto di Confarca

Personale in smart working e pratiche nautiche ferme: il punto di Confarca

Personale in smart working e  pratiche nautiche ferme: secondo i vertici di Confarca è un “Duro colpo ad inizio della stagione estiva”.

Il personale del MISE è in smart working e le pratiche per il rilascio delle licenze per il VHF e per i certificati limitati di radiotelefonista per navi sono ferme ormai dal mese di febbraio. Un grave colpo per la nautica da diporto, quello che viene denunciato dalla sezione nautica della Confarca attraverso il suo vicesegretario  Marco Morana: l’esponente della confederazione che rappresenta le scuole nautiche italiane, rivela la paralisi negli uffici del Ministero dello Sviluppo Economico (delegato alle pratiche nautiche, ndr) “che sta provocando disagi nel mondo della nautica da diporto ad inizio dell’estate”.

Il Mise, ricorda Morana, si occupa del rilascio della licenza VHF (ovvero per le radio di bordo), ma anche di quelle RTF e dei corsi per rilascio attestati SRC.

Pratiche nautiche ferme, un danno per i diportisti

La licenza VHF, in particolare, è obbligatoria per l’esercizio del VHF, che è una dotazione di sicurezza per la navigazione oltre le 6 miglia dalla costa. “In fase di prima iscrizione, lo STED rilascia quella provvisoria, così come attualmente viene fatto dagli uffici dove è iscritta la barca in caso di trasferimenti – spiega Morana – allo stato abbiamo utenti in attesa di quella definitiva dal mese di gennaio”.

“Dopo il lungo lockdown che ha subito l’Italia intera, si pensava che nel mese di giugno ci fosse una svolta per far ripartire tutte quelle incombenze burocratiche tipiche della nautica in Italia – sottolinea il vicesegretario – Invece, ad oggi, le pratiche sono ferme, ed inoltre gli attuali trasferimenti di proprietà di barche iscritte nei registri cartacei RID, devono rinnovare la licenza VHF con i dati del nuovo proprietario, e attualmente non possono farlo”.

“L’utenza nautica ha urgenza che il MISE riapra, vorremmo capire quali sono i motivi alla base di questa paralisi – afferma Morana – Troviamo inammissibile che si tenga del personale della pubblica amministrazione in smart working senza dargli la possibilità di svolgere compiti istituzionali necessari all’utenza ed urgenti, e soprattutto determinati per la sicurezza in mare”.

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“Siamo disponibili ad interfacciarci col dicastero per mettere a disposizione la nostra esperienza nel settore nautico e per trovare soluzioni tempestive per un comparto che ha subito gravi danni economici, e che necessita di una ripartenza immediata”, conclude Morana.

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