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Medaglia d’oro per i due azzurri della vela: “Premio a lavoro di 5 anni”

medaglia d'oro

Dalla matematica medaglia d’argento a quella d’oro, a coronare una cavalcata trionfale e perfetta costruita in cinque anni di duro lavoro sui catamarani misti foil: ci hanno lavorato sodo, i velisti azzurri del Nacra 17 Ruggero Tita e Caterina Banti, e alla fine sono saliti sul gradino più alto del podio di Tokyo 2020.

Medaglia d’oro a Tokyo 2020, Banti e Tita: “Premiata costanza e lavoro di 5 anni”

“E’ stato un lavoro costruito in 5 anni. Siamo fieri di quanto abbiamo fatto. Un’emozione grandissima. Il campo di regata si adattava bene alle nostre capacità”, dichiara Ruggero ai microfoni della RAI.




Un premio all’impegno dei due velisti italiani, ma soprattutto al gioco di squadra. “E’ stata premiata la nostra costanza – gli fa eco Caterina – ci siamo trovati fin dall’inizio in barca. Il nostro punto di forza e che siamo super coordinati e sincronizzati. Ci sono stati anche momenti difficile ma abbiamo sempre dato il massimo”.

Tartaglini: “Una grande gioia!”

Flavia Tartaglini, sesta nel windsurf RS:X femminile ai Giochi di Rio e attuale consigliera FiV, non nasconde la “grande gioia” per l’oro conquistato da Tita e Banti. “Ci hanno regalato una medaglia che mancava dal 2008, l’abbiamo sfiorata in tanti, sono stati fortissimi in tutto il quadriennio con una piccola defaillance pre-pandemia ma poi hanno recuperato alla grande confermandosi vincendo l’Europeo, lì abbiamo capito erano tornati”, commenta all’AdnKronos.

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“Hanno fatto una olimpiade semplicemente perfetta. Non dovevano correre rischi e stare attaccati agli inglesi e li hanno seguiti, nel secondo giro che è stato quello più critico, sono subito andati in copertura: una vittoria di testa e di abilità, sono i più veloci della flotta in tutte le condizioni”, conclude.

Sensini: “Gara da manuale di Tita e Banti”

“Tita e Banti sono stati bravissimi perché hanno fatto quello che dovevano da manuale, calcolando tutto e non perdendo mai il focus” aggiunge Alessandra Sensini, ultimo oro olimpico nella vela prima del successo di oggi ai Giochi di Sydney 2000, dopo l’impresa degli azzurri i quali, forti di 12 punti di vantaggio sui britannici, hanno controllato gli avversari chiudendo al sesto posto nell’ultima gara. “Non hanno mai rischiato perché avevano un margine importante, ma l’oro non era matematico – prosegue Sensini – sono quei momenti in cui non devi fare follie. Sono stati anche in attacco e bravi a controllare sempre il diretto avversario inglese che è stato sempre lì. Sono sempre stati vicini ed è quello che dovevano fare. Bravissimi”.

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Redazione Sport

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