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Tutto pronto per la RoundItaly. Caffarena: “Messaggio di ripartenza”

nicolò caffarena rounditaly messaggio di ripartenza per la vela

Ufficialmente si chiama RoundItaly Genova-Trieste, ma è chiaro che per tutti è già il “Giro d’Italia in vela”. 1130 miglia da Genova, partenza il 16 settembre (giorno dell’apertura del Salone Nautico), e arrivo a Trieste, in tempo utile per la Barcolana. Un vero e proprio messaggio di ripartenza per la vela italiana dopo la pandemia.

Un connubio tra Genova e Trieste, due città a forte tradizione nautica e velistica realizzato grazie alla sinergia tra la Società Velica di Barcola e Grignano e lo Yacht Club Italiano (YCI), con il supporto di Fincantieri e la partnership di Confindustria Nautica, il 61° Salone Nautico e la Federazione Italiana Vela.




Un evento che non ancora è iniziato, ma già segna il primato di regata offshore non-stop più lunga del Mediterraneo. Inoltre, il tempo di percorrenza del primo classificato varrà per il record lungo la rotta Genova – Trieste. Come sarà la prima RoundItaly e quali sono gli obiettivi lo abbiamo chiesto a Nicolò Caffarena, segretario generale dello YCI.

Partiamo dalle classi di barche, dal percorso e dai passaggi obbligati della RoundItaly.

La regata è aperta solo alla classe 40 per il momento, sarà una no-stop e si gareggerà in equipaggio. L’unico passaggio obbligato è lo stretto di Messina, che date le condizioni di vento e le correnti sarà una parte saliente della regata.

Aprirete in futuro anche ad altre classi?

Quest’anno sarà difficile. Abbiamo scelto la classe 40 dopo un attento studio, sia per caratteristiche della barca e della regata, sia per le condizioni meteo possibili in quella determinata finestra temporale. Inoltre, se allargassimo il campo a troppe classi ci troveremmo ad avere una gara che, dato il suo tragitto, durerebbe tantissimo e, tra il primo arrivato e l’ultimo, potrebbero esserci giorni. Tuttavia stiamo ulteriormente approfondendo e siamo aperti a nuove ipotesi. Anche perché questa regata è particolarmente allettante per la questione dei record. Quindi ci aspettiamo un interesse crescente che non vogliamo deludere.

Finora come sta andando con le iscrizioni e le richieste di informazioni?

Direi bene, ma non ci fossilizzeremo sui numeri. Questa regata la volevamo fare già l’anno scorso, ma a causa del Covid ne abbiamo fatta una virtuale (con più di 20 mila iscritti ndr). La prima edizione la consideriamo un rodaggio. Penso alla prima Giraglia del ’53: i partecipanti si contarono sulla punta delle dita di una mano. Oggi è un evento imperdibile e internazionale. Quando abbiamo pensato alla RoundItaly ci siamo semplicemente detti “facciamola, perché dobbiamo dare un messaggio di ripartenza” e questo sarà lo spirito dell’evento. La speranza è che diventi un must tra gli eventi velici, non solo per l’Italia.

Scusi la provocazione, ma come è possibile che in una nazione come l’Italia, circondata dai mari, solo nel 2021 si organizzi una regata che faccia il giro del paese?

Non la considero una provocazione, me lo sono chiesto anche io e ce lo siamo chiesti in tanti. Posso risponderle per i nuovi vertici dello Yacht Club Italiano: siamo in carica dal 2017 e stiamo rimettendo su un po’ di iniziative, grandi e piccole. Penso alle Regate di Primavera – Portofino, ma anche a iniziative più piccole, ma non meno belle, come le uscite in barca per i piccoli pazienti del Gaslini. Non saprei spiegarle questo ritardo, forse c’è stato campanilismo in passato o elitarismo, ma oggi vediamo molta voglia di fare squadra.

Fare squadra appunto, siete riuscite a creare una sinergia insieme alla Società Velica di Barcola e Grignano, oltre a ottenere il supporto di enti e istituzioni.

In realtà il caso ha voluto che conoscessi già personalmente Mitja Gialuz (presidente della Società Velica di Barcola e Grignano ndr): gareggiavamo entrambi nella 420 da avversari. Appena ci siamo sentiti per la RoundItaly è stato un “Sì, facciamola”. Ma non solo. Anche con la Giraglia quest’anno avevamo il problema di Saint Tropez, perché a causa del Covid non poteva essere il punto di partenza. Abbiamo contattato lo Yacht Club Sanremo e dopo 30 secondi di chiamata ci hanno detto “Venite pure, nessun problema”. Questo per dire che quando i progetti sono validi si può fare squadra ed è facile anche ottenere supporto dalle istituzioni. Quindi il vento in Italia, in quanto a sinergie, sta davvero cambiando.

Quali saranno le prossime iniziative?

A breve sveleremo il calendario delle attività 2022. Poi in pentola abbiamo un altro appuntamento importante, ma sono scaramantico. Appena avrò l’ufficialità che si può fare ci risentiamo. Promesso.

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