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Agrigento, la scala dei Turchi invasa da milioni di meduse

scala dei Turchi meduse

La scala dei Turchi invasa da milioni di meduse. A prima vista sembrava una grande macchia oleosa in mare, che avrebbe provocato un disastro ambientale: invece, per fortuna, si trattava solo di uno scherzo della natura.

Milioni di piccole meduse, denominate velella velella o barchetta di San Pietro, trasportate dalla corrente e spinte dal vento, grazie allo loro specifica caratteristica di avere una vera e propria vela sul dorso, si sono avvicinate alle coste della Scala dei Turchi, come avviene spesso all’inizio di ogni estate”.

Così l’associazione Mareamico di Agrigento. “Per un’intera giornata abbiamo temuto il peggio per il mare agrigentino, invece non era nulla di grave”.

A Scala dei Turchi meduse Velella velella: che specie sono?

Invasione a Scala dei Turchi meduse, di che tipo? Si tratta della Velella velella, detta anche barchetta di San Pietro o di San Giovanni, è una colonia di idrozoi della famiglia Porpitidae. Spesso viene ritrovata in tutti gli oceani, sulle rive o al massimo a 1-2 cm di profondità nell’acqua, con una preferenza per le acque calde o temperate.

Come gli altri cnidari (celenterati), Velella velella è un animale carnivoro. Cattura la sua preda, generalmente plancton, tramite i tentacoli che contengono delle tossine. Queste tossine, pur essendo efficaci contro la preda, sono innocue per gli esseri umani, poiché non riescono a penetrare nella pelle e non causano nessuna reazione alla cute dell’uomo. Ciò detto, è comunque preferibile evitare di toccarsi gli occhi dopo aver preso in mano un Velella velella.

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A forma di dischetto ovale, diametro di 4-7 cm, sormontato da una cresta verticale che sembra una vela di un minuscolo scafo, da cui appunto il nome “velella”. Al di sotto della vela verticale, composta dalla forma medusoide, sono presenti vari zoidi che svolgono diverse funzioni: gastrozoidi con funzioni nutritizie, dattilozoidi con funzioni difensive e gonozoidi con funzioni riproduttive.

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