Nautica

Fase 2, ecco le linee guida per stare in spiaggia

linee guida spiaggia

di Davide Gambardella

Ombrelloni distanziati di 4-5 metri, accessi agli stabilimenti con prenotazioni anche in base a fasce orarie, igienizzazione di lettini. Sono alcuni punti salienti delle linee guida per le spiagge da adottare durante l’estate 2020, stilate da Inail e Istituto Superiore della Sanità (ISS) per la ripartenza nella fase 2 dell’emergenza Covid-19 (scarica qui il documento completo dell’Inail).

Misure giudicate insostenibili dalle associazioni di categoria, che arrecherebbero un grave danno economico alle attività che operano nel settore balneare. Parere negativo quindi delle associazioni che rappresentano gli operatori balneari e turistici sul protocollo redatto in base alle valutazioni degli ambienti di lavoro e degli esperti del comitato tecnico scientifico instaurato dal governo Conte.

I due documenti tecnici, che riguardano la ristorazione e la balneazione, provocherebbero danni ad entrambi i settori, ed particolare con pesanti ricadute negative per gli stabilimenti balneari.

Linee guida per la spiaggia, gli operatori: “Insostenibili”

Secondo quanto trapela in queste ore, negli incontri tra le associazioni delle imprese e il governo, ed in particolare nell’ultimo con il ministro ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, sarebbero emerse tutte le perplessità degli imprenditori.

Oltre alle linee guida per la spiaggia, è indispensabile, riferiscono le associazioni, sostenere economicamente le imprese nella ripartenza, in base a quanto previsto dalle analisi di rischio e dalle misure di contenimento del contagio nelle attività ricreative di balneazione e in spiaggia. “Con il distanziamento tra gli ombrelloni di 4-5 metri si mette, di fatto, fuori mercato il 50% delle imprese balneari italiane. Possiamo scordarci l’estate al mare” sostiene Maurizio Rustignoli, presidente nazionale di Fiba, l’associazione delle imprese balneari Confesercenti: “L’auspicio – prosegue Rustignoli – è che le Regioni collaborino con le categorie interessate per predisporre protocolli più sostenibili. Il contributo tecnico dell’Inail non deve diventare vincolante, queste linee guida non siano prese come riferimento per controlli e sanzioni. Diversamente, per la maggior parte delle imprese del comparto sarà impossibile allestire l’arenile e avviare la stagione balneare”.

Ecco cosa prevede il documento per la balneazione

Nelle linee guida per la spiaggia e più in generale per la balneazione, viene subito chiarito che vietato l’uso delle piscine negli stabilimenti. “Per garantire il corretto distanziamento sociale in spiaggia, si legge, la distanza minima consigliata tra le file degli ombrelloni è pari a cinque metri e quella tra gli ombrelloni della stessa fila a quattro metri e mezzo. È da evitare, inoltre, la pratica di attività ludico-sportive che possono dar luogo ad assembramenti e giochi di gruppo e, per lo stesso motivo, deve essere inibito l’utilizzo di piscine eventualmente presenti all’interno dello stabilimento”.

Negli stabilimenti con prenotazione

Stabilimenti aperti con entrata su prenotazione, ombrelloni distanziati di almeno cinque metri, piscine chiuse e igienizzazione dei lettini se si danno a un nuovo utente. “Per consentire un accesso contingentato agli stabilimenti balneari e alle spiagge attrezzate si legge in una nota dell’Inail – viene suggerita la prenotazione obbligatoria, anche per fasce orarie. Si raccomanda, inoltre, di favorire l’utilizzo di sistemi di pagamento veloci con carte contactless o attraverso portali/app web. Vanno inoltre differenziati, ove possibile, i percorsi di entrata e uscita, prevedendo una segnaletica chiara. Per garantire il corretto distanziamento sociale in spiaggia – prosegue – la distanza minima consigliata tra le file degli ombrelloni è pari a cinque metri e quella tra gli ombrelloni della stessa fila a quattro metri e mezzo.

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È opportuno anche privilegiare l’assegnazione dello stesso ombrellone ai medesimi occupanti che soggiornano per più giorni. In ogni caso è necessaria l’igienizzazione delle superfici prima dell’assegnazione della stessa attrezzatura a un altro utente, anche nel corso della stessa giornata. È da evitare, inoltre, la pratica di attività ludico-sportive che possono dar luogo ad assembramenti e giochi di gruppo e, per lo stesso motivo, deve essere inibito l’utilizzo di piscine eventualmente presenti all’interno dello stabilimento”.

Distanza lettini sulla battigia due metri

Per lettini e sdraie non posizionati sotto l’ombrellone dovrà essere garantita la distanza di almeno due metri. La distanza minima tra le file degli ombrelloni sarà pari a cinque metri mentre sarà di 4,5 metri sulla stessa fila. Sdraio e lettini dovranno essere distanti di almeno due metri e le distanze potranno “essere derogate per i soli membri del medesimo nucleo familiare o co-abitante”. Per le cabine, va vietato l’uso promiscuo ad eccezione dei membri del medesimo nucleo familiare o per soggetti che condividano la medesima unità abitativa. E’ da vietare – si legge nel documento – l’attività ludico sportiva, i giochi di gruppo, le feste e gli eventi. Saranno chiuse le piscine e per la fruizione di servizi igienici e docce andrà rispettato il distanziamento sociale di almeno 2 metri, a meno che non siano previste barriere separatorie fra le postazioni.

Prenotazione mare anche per fasce orarie

Per favorire un accesso contingentato negli stabilimenti “la prenotazione, anche per fasce orarie, preferibilmente obbligatoria, può essere uno strumento organizzativo utile anche al fine della sostenibilità e della prevenzione di assembramenti, favorendo altresì un’agevole registrazione degli utenti, anche allo scopo di rintracciare retrospettivamente eventuali contatti a seguito di contagi”.

Bambini in spiaggia con distanziamento sociale

“Deve essere garantita vigilanza sulle norme di distanziamento sociale dei bambini in tutte le circostanze”, è quanto si legge nel documento Inail-Iss sulla balneazione e gli stabilimenti balneari nella fase due dell’emergenza da Covid 19. Nel documento si ricorda anche che bisogna nel complesso ” evitare promiscuità nell’uso di qualsiasi attrezzatura da spiaggia, possibilmente procedendo all’identificazione univoca di ogni attrezzatura”.

Su spiagge libere decisioni locali

Tenendo conto delle specifiche caratteristiche delle spiagge libere “dovranno essere localmente definite puntualmente le modalità di accesso e di fruizione, individuando quelle più idonee ed efficaci”. Dovranno essere affissi nei punti di accesso alle spiagge libere – si legge – cartelli in diverse lingue contenenti indicazioni chiare sui comportamenti da tenere, in particolare il distanziamento sociale di almeno un metro ed il divieto di assembramento.

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Va mappato e tracciato il perimetro di ogni allestimento (ombrellone/sdraio/sedia), – ad esempio con posizionamento di nastri – che sarà codificato rispettando le regole previste per gli stabilimenti balneari, per permettere agli utenti un corretto posizionamento delle attrezzature proprie nel rispetto del distanziamento ed al fine di evitare l’aggregazione. Tale previsione permetterà di individuare il massimo di capienza della spiaggia anche definendo turnazioni orarie e di prenotare gli spazi codificati, anche attraverso utilizzo di app/piattaforme on line.

Tale modalità favorirà anche il contact tracing nell’eventualità di un caso di contagio. Dovranno poi essere valutate disposizioni volte a limitare lo stazionamento dei bagnanti sulla battigia per evitare assembramenti”. Devono essere assicurate opportune misure di pulizia della spiaggia e di igienizzazione delle attrezzature comuni, come ad esempio i servizi igienici, se presenti. È opportuno, ove possibile, conclude il documento, affidare la gestione di tali spiagge ad enti/soggetti che possono utilizzare personale adeguatamente formato, valutando altresì la possibilità di coinvolgimento di associazioni di volontariato, soggetti del terzo settore, etc., anche al fine di informare gli utenti sui comportamenti da seguire”.

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