Per la prima volta nei suoi 174 anni di storia, l’America’s Cup approderà in Italia: Napoli ospiterà nel 2027 la 38esima edizione della competizione velica più antica e prestigiosa al mondo, in un evento che promette di essere memorabile ma che, a meno di due anni dall’appuntamento, si presenta ancora avvolto da numerose incognite.
Un Golfo da Sogno per la Vela Mondiale
L’annuncio ufficiale è arrivato lo scorso maggio, quando il governo italiano, insieme a Team New Zealand e al Royal New Zealand Yacht Squadron, ha confermato che il campo di gara sarà il lungomare della città, mentre i team avranno la loro base operativa e logistica a Bagnoli. Le gare prenderanno corpo tra Castel dell’Ovo e Posillipo, in uno scenario naturale senza eguali, con il Vesuvio sullo sfondo.
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l sindaco Gaetano Manfredi ha dichiarato che a Napoli il valore sociale sarà il punto fondamentale della Coppa America, che sarà la più aperta e partecipata di sempre. L’entusiasmo delle istituzioni è palpabile: secondo le prime stime, la realizzazione della Coppa America a Napoli produrrà un impatto socio-economico di un miliardo di euro, come sottolineato dal ministro per lo Sport Andrea Abodi.
La scelta di Napoli non è casuale. La città partenopea aveva già ospitato nel 2012 e nel 2013 due eventi della America’s Cup World Series, dimostrando una straordinaria capacità di coinvolgimento del pubblico. In quelle occasioni, più di un milione di persone aveva assistito alle regate nel golfo, un precedente che ha pesato nella decisione finale.
Le Nuove Regole: Rivoluzione o Involuzione?
Il protocollo prevede l’utilizzo delle barche AC75 vecchie, quelle esistenti in circolazione, con equipaggi ridotti da 8 a 5 velisti. Una delle novità più significative riguarda la composizione dei team: non ci saranno più ciclisti a bordo, sarà obbligatoria la presenza di almeno una donna, e saranno consentiti fino a due stranieri senza limiti. Questo significa, per esempio, che Peter Burling, il campione neozelandese, potrà timonare Luna Rossa senza problemi.
L’energia per i sistemi di bordo, in assenza dei ciclisti, sarà fornita da batterie, un cambiamento tecnologico importante che modificherà le strategie di gara. Ma la vera novità, e anche la più controversa, è l’introduzione di un budget cap: è previsto un tetto alle spese dei team di 75 milioni di dollari.
Questa limitazione finanziaria è al centro di accese discussioni. L’obiettivo dichiarato è quello di rendere la competizione più accessibile e sostenibile, permettendo a più team di partecipare. Tuttavia, molti osservatori temono che possa limitare l’innovazione tecnologica che ha sempre caratterizzato l’America’s Cup.
Il Rebus delle Iscrizioni

La prima scadenza per le iscrizioni, fissata al 31 ottobre, è passata senza grandi adesioni.
Ora l’attenzione è rivolta alla seconda deadline del 31 gennaio 2026, che rappresenta l’ultima opportunità per i team di formalizzare la propria partecipazione, anche se con una penale economica.
Il Caso Luna Rossa
La grande assente, almeno per ora, è Luna Rossa. Il team italiano non ha ancora presentato l’annuncio ufficiale dell’iscrizione alla sfida, nonostante continui ad allenarsi intensamente a Cagliari. Le nuove regole imposte, in particolare il budget cap fissato a 75 milioni di euro e le limitazioni tecniche con l’impossibilità di costruire scafi nuovi, hanno generato perplessità.
Max Sirena, amministratore delegato del team, ha comunque rassicurato che i preparativi procedono spediti e che sono stati effettuati numerosi nuovi ingressi nell’organizzazione. La presenza di Luna Rossa appare comunque certa: correre in casa, davanti al pubblico italiano, rappresenta un’occasione irripetibile. Il recente ingaggio di Peter Burling, vincitore delle ultime tre edizioni della Coppa, conferma le ambizioni del team guidato da Patrizio Bertelli.
American Magic si Tira Fuori
Un colpo durissimo per l’edizione napoletana è arrivato a fine ottobre: American Magic ha confermato che non parteciperà alla 38a edizione dell’America’s Cup. La decisione del New York Yacht Club, il circolo storico che ha dato vita alla competizione e l’ha dominata per 131 anni, rappresenta un precedente inquietante.
Il team ha motivato la scelta con un’analisi approfondita dell’attuale Protocollo e Accordo di Partnership dell’evento e del loro allineamento con gli obiettivi sportivi e strategici a lungo termine. In altre parole, le nuove regole non convincono.
Una Possibile Sorpresa Americana
Tuttavia, nelle ultime settimane si è fatta strada una novità interessante: Riptide Racing, insieme al Seawanhaka Corinthian Yacht Club, ha annunciato in maniera ufficiale l’intenzione di presentare una nuova sfida. Alla guida del progetto c’è Chris Poole, nel doppio ruolo di CEO e skipper, e il team punta a raccogliere 50 milioni di dollari entro il 31 gennaio 2026.
Si tratta di un team relativamente giovane, fondato nel 2012 e con base a Oyster Bay, New York, che da anni partecipa al World Match Racing Tour. La loro eventuale presenza eviterebbe lo scenario storico di un’America’s Cup senza rappresentanza statunitense.
Il Calendario e i Formati di Gara
La Louis Vuitton 38th America’s Cup si svolgerà in Italia durante la primavera e l’estate del 2027, mentre la regata avrà luogo nel mese di luglio 2027 a Napoli. Il nuovo format prevede una fase iniziale con match race e regate di flotta a gironi, seguita da semifinali al meglio di 5 vittorie e una finale al meglio di 7.
Sono previste fino a tre regate preliminari nel 2026 con due AC40 per ciascun team, uno dei quali Youth o Women, più un’ultima con AC75 nel 2027 a Napoli. Gli AC40 saranno utilizzati anche per la Youth America’s Cup e la Women’s America’s Cup, consolidando l’impegno verso l’inclusività della manifestazione.
Bagnoli: Da Area Dismessa a Palcoscenico Mondiale
A Bagnoli è in corso un’opera di bonifica e riqualificazione che l’America’s Cup rappresenterà come potente ed ulteriore catalizzatore. L’area, che per decenni ha ospitato l’ex acciaieria Italsider e che è rimasta in stato di abbandono, verrà trasformata in un hub tecnologico e turistico di livello internazionale.
Le basi dei team sorgeranno proprio in questa zona, offrendo un’anteprima concreta di quello che l’area potrà diventare al termine del processo di rigenerazione. Il sindaco Manfredi ha sottolineato che, al termine degli interventi, Bagnoli diventerà un luogo dove si coniugheranno sport, turismo e servizi, con accesso pubblico al mare e un grande parco a disposizione della città.
L’America’s Cup Partnership: Una Governance Rivoluzionaria
Uno degli aspetti più innovativi e controversi di questa edizione è l’introduzione dell’America’s Cup Partnership (ACP), una struttura di governance condivisa tra defender e sfidanti. L’obiettivo è quello di garantire stabilità finanziaria e continuità alla competizione, programmando già da ora l’edizione del 2029.
Tuttavia, questa nuova struttura ha sollevato perplessità in molti team, che vedono ridotta la tradizionale autonomia del detentore del trofeo. Il Deed of Gift, l’atto di donazione originale del 1857, prevede infatti che chi vince la Coppa abbia pieno potere decisionale sulle regole e sulla sede della competizione successiva. L’ACP rappresenta un tentativo di superare questo modello, ma resta da vedere se avrà successo.
Le Aspettative e i Rischi
Grant Dalton, CEO di Team New Zealand, ha dichiarato di non poter essere più felice di portare la Coppa America a Napoli dopo 174 anni, esprimendo la speranza di vedere più di un team italiano. L’entusiasmo c’è, ma i numeri al momento non confortano.
Il rischio concreto è quello di un’edizione con pochissimi partecipanti, una situazione che priverebbe la manifestazione della sua tradizionale competitività e spettacolarità. D’altra parte, il format con regate di flotta potrebbe rendere interessanti anche le sfide con pochi team, garantendo più azione in acqua.
La storia dell’America’s Cup è costellata di edizioni controverse e situazioni complicate. Valencia 2010 vide soltanto due barche al via dopo contenziosi finiti nei tribunali di New York. Napoli 2027 potrebbe seguire questa tradizione di incertezza, ma l’auspicio è che nei prossimi mesi si aggiungano altre sfide competitive.
Un’Opportunità Unica per l’Italia
Al di là delle complicazioni organizzative e regolamentari, Napoli 2027 rappresenta un’occasione storica per l’Italia e per la vela italiana. Il paese, che vanta una delle tradizioni veliche più ricche al mondo e che con Luna Rossa ha sfiorato più volte la conquista del trofeo, può finalmente mostrare al mondo intero la propria passione per questo sport.
Il presidente della FIV Francesco Ettorre ha sottolineato che l’Italia scrive una nuova pagina nella storia della vela mondiale ospitando la competizione velica più antica al mondo. Il 2027 coinciderà anche con il centenario della Federazione Italiana Vela, rendendo l’evento ancora più significativo.
La città di Napoli sarà inoltre Capitale Europea dello Sport nel 2026, in preparazione dell’appuntamento con l’America’s Cup. L’evento si svolgerà in contemporanea con la ricorrenza dei 2500 anni dalla fondazione della città, una convergenza simbolica che rafforza il valore culturale e storico della manifestazione.
America’s Cup 2027, ancora luci e ombre
A meno di due anni dall’appuntamento, la 38esima America’s Cup a Napoli si presenta come un evento dalle grandi potenzialità ma anche dalle molte incognite. Le nuove regole hanno l’obiettivo di rendere la competizione più sostenibile e accessibile, ma rischiano di allontanare i team tradizionali che vedono nella Coppa America anche un laboratorio di innovazione tecnologica senza limiti.
La situazione delle iscrizioni resta fluida. Luna Rossa, pur non avendo ancora formalizzato la propria partecipazione, appare destinata a esserci. L’eventuale ingresso di Riptide Racing potrebbe salvare la presenza americana. Altri team potrebbero aggiungersi nelle prossime settimane, ma al momento la flotta appare ridotta all’osso.
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Quello che è certo è che il golfo di Napoli offrirà uno scenario naturale straordinario per le regate. Il pubblico italiano, storicamente tra i più appassionati e competenti al mondo, garantirà un’atmosfera unica. E la riqualificazione di Bagnoli lascerà un’eredità tangibile alla città, ben oltre la durata della competizione.
La scommessa è ambiziosa: trasformare l’America’s Cup da evento elitario a manifestazione popolare, mantenendo al contempo l’eccellenza tecnica e sportiva che l’ha resa leggendaria. Napoli, con la sua storia millenaria e il suo amore viscerale per il mare, è forse il luogo ideale per tentare questa sfida. Ora tocca ai team rispondere all’appello e trasformare il sogno in realtà.

Redazione Sport di Non solo Nautica, la rivista online sulla nautica e sul mare a cura di Davide Gambardella.

