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Intervista a Calabrò, 470 maschile: “Per Tokyo obiettivo medal race”

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Vincitore per due volte degli Europei Juniores, un oro e un argento ai Mondiali Juniones e un terzo posto al Grand Prix di Portogallo, Giulio Calabrò appartenente alla Marina Militare si appresta ad affrontare insieme a Giacomo Ferrari (allenatore Gabrio Zandonà) le sue prime Olimpiadi nel 470 maschile.

La prima Olimpiadi, dopo tanti successi nelle categorie Juniores è un “salto tra gli adulti”?

Non solo. È un vero e proprio evento che ti cambia la vita e la carriera. Sono cresciuto con il mito della Coppa America e delle Olimpiadi, quindi era un mio obiettivo da sempre.




Come arriva a Tokyo?

Come stato d’animo molto carico. Conosciamo il campo di regata perché ci abbiamo disputato un mondiale. Ci troviamo bene nelle condizioni meteo-marine giapponesi. Poi, data l’importanza della competizione un po’ di tensione c’è, ma è normale.

Chi sono gli avversari più forti?

Sicuramente gli austriaci, gli svedesi e gli spagnoli sono gruppi solidi, ma non sottovaluterei nemmeno i francesi e i neozelandesi. Direi che in acqua ci sono 10 team che si giocano una medaglia, ma noi abbiamo un piccolo punto a favore.

Quale?

Li conosciamo tutti e conoscere l’avversario è importantissimo per fare le scelte giuste quando sei in regata.

Nei dieci team che si giocano la medagli ci siete anche voi…

Il nostro obiettivo è la medal race. Chiaro che il sogno è di portare a casa una medaglia, ma credo saremo focalizzati nell’arrivare nelle condizioni di giocarcela.

Il Covid influirà su questa Olimpiade?

Sicuramente ha già avuto i suoi effetti sulla competizione. Noi voleremo in Giappone poco prima dell’inizio dei Giochi, quindi avremo 4 o 5 giorni per allenarci e scegliere le ultime cose per la barca. Come noi, tutti i team si sono allenati in casa, cercando posti che riproducessero le condizioni delle acque nipponiche. Questo influirà molto. Per quel che concerne, invece, le poche competizioni in questi ultimi mesi durante la pandemia, noi abbiamo ovviato al problema allenandoci con il team francese. Quindi, in qualche modo, la competizione ce la siamo ricreata in casa.

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