Diporto Normative

Omicidio nautico: dopo due mesi da dimenticare torna il dibattito

di omicidio nautico

Dagli incoscienti di Ponza e Capri, passando per gli incidenti mortali sul Garda e a Como: al centro del dibattito torna la sicurezza in acqua, ma soprattutto l’omicidio nautico. Che cos’è e perché lo si invoca? Lo spieghiamo in questo articolo.

di Cristina Svegliàti

Pare che in mare non ci siano proprio né la voglia, né l’intenzione di rispettare se stessi e il prossimo. La stagione è iniziata da poco più di due mesi e sono già troppi gli episodi non solo di diportismo nautico selvaggio, ma anche di omicidio. Tant’è che Confarca e Regione Lombardia hanno iniziato a parlare di omicidio nautico.

L’omicidio nautico: che cos’è?

Al momento, si tratta di una proposta di legge per introdurre nel codice penale la pena di omicidio nautico, al fine di equiparare le norme della navigazione a quelle previste per la circolazione stradale. In sostanza, le stesse pene previste per l’omicidio stradale si applicano al conducente di un natante o di un’imbarcazione o di una moto d’acqua il quale, ponendosi alla guida in stato di ebbrezza alcoolica o di alterazione psico-fisica conseguente all’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope, cagioni per colpa la morte di una persona.

Diportismo nautico selvaggio: Ponza e Capri sono solo un esempio

Era il 29 giugno, quando il titolo di uno dei quotidiani nazionali recitava “Movida selvaggia a Ponza, in 70 ammassati sulla barca a vela e senza mascherina”. E di seguito: “A Ponza, tutto come e peggio dell’anno scorso. Tra movida sfrenata e assembramenti, tanto a terra, quanto sulle barche”. Non è questo il luogo deputato ad impartire lezioni su come sia doveroso non abbassare la guardia per prevenire la diffusione del virus. No, questo no. Ma denunciare che su una barca a vela, dove non potrebbero salire più di dieci persone, ce n’erano circa sessanta in più, sì, questo lo possiamo e lo vogliamo fare anche noi.




Qualche giorno dopo, Capri: il Comune si dice costretto a varare un nuovo progetto contro  l’overtourism nautico e l’assalto alle coste dell’isola. L’obiettivo è soprattutto quello di preservare gli ecosistemi fragili dopo gli allarmanti weekend precedenti.

Ponza e Capri sono solo due esempi di come, in acqua, vengano rispettate poco le regole, a discapito non solo dell’ambiente, ma anche delle vite umane.

Garda e Como: gli incidenti nei due laghi fanno invocare l’omicidio nautico

Il 19 giugno, a Salò, una piccola imbarcazione sulla quale si trovava una giovane coppia viene investita da un Riva, che viaggiava a forte velocità. I video e i calcoli ci diranno poi che andava addirittura a 20 nodi, ben quattro volte sopra al limite di navigazione consentito. I corpi sia dell’uomo che della donna verranno ritrovati diverse ore dopo l’impatto, mentre i responsabili dell’accaduto, due tedeschi, sono fuggiti senza prestare soccorso. Secondo quanto emerso dalle autopsie, l’uomo sarebbe molto sul colpo, mentre la donna per annegamento.




Dopo sei giorni, sempre in Lombardia, ma questa volta sul lago di Como, uno scontro fra due motoscafi fa registrare un’altra vittima. Muore un ventiduenne italiano, fermo su uno Sea Roy 240 da 5 metri con due suoi amici coetanei, perché travolto da un Nxt20 Mastercraft da 7 metri, su cui si trovavano undici giovani turisti belgi, tutti di età compresa tra i 20 e i 25 anni.

LEGGI ANCHE: A Pisa bambino salvato da cane-bagnino, ma chi sono questi eroi a 4 zampe?

Episodi gravi, gravissimi, tanto che hanno portato Marco Morana, Vice Segretario Nazionale della sezione nautica della Confarca a tuonare: “Chi causa la morte di una persona per strada è oggi punito sempre e comunque in maniera molto più grave di chi, magari con comportamenti spericolati, la causi alla conduzione di una barca. Sebbene per strada sia molto più semplice e frequente essere coinvolti in una collisione tra veicoli, i beni da tutelare sono gli stessi: la vita umana e la sicurezza della circolazione. Eppure il medesimo comportamento che porta alla morte di una persona può essere in un caso punito con 18 anni di reclusione e in un altro, quello nautico, con soli 6 mesi”.

Adolfo D’Angelo (Confarca): servono controlli sulla sicurezza

Confarca (Confederazione Autoscuole Riunite e Consulenti Automobilistici) d’altronde è stata tra i promotori della legge sull’omicidio stradale. Ora, per voce dei suoi consulenti in materia nautica, invoca anche quello nautico.

Adolfo D’Angelo, Segretario Nazionale della sezione Nautica della confederazione, aveva denunciato senza mezzi termini una mancanza di controlli finalizzati a reprimere gli atteggiamenti pericolosi. “Vedo – dichiara intervistato al telefono- controlli fiscali, o controlli utili a controllare l’adeguatezza delle dotazioni di sicurezza, che vanno bene, per carità, ma quelli che tutelano la vita delle persone dove sono? In questo periodo, e soprattutto in zone dove si sa che c’è un turismo nautico indisciplinato, dovrebbero essere all’ordine del giorno”.




Non solo. Oltre a denunciare questa carenza di controlli, anche D’Angelo punta il dito su quella che dovrebbe essere una legge da approvare subito, ovvero quella sull’ omicidio nautico, e lancia una provocazione: “cosa sarebbe accaduto se un italiano, in stato di ebbrezza, avesse ucciso qualcuno in lago di tedesco, omettendo di soccorrerlo?”

Alla luce di quanto accaduto sul Garda, anche dalla Regione Lombardia sono stati rivolti inviti al legislatore per porre rimedio a questa situazione. In particolare, la deputata leghista Simona Bordonali ha depositato un progetto di legge, proprio per “equiparare le pene per omicidio nautico a quelle già previste per l’omicidio stradale”.

Iscriviti alla Newsletter per rimanere aggiornato su tutte le news!

Leggi anche

Al via le consegne della Giga Season del Benetti FB275

Fabio Iacolare

SolarisPower 48’ Open in anteprima mondiale al prossimo Cannes Yachting Festival.

Fabio Iacolare

Stanze D’Autore: l’Interior Design è ormai in 3D

Fabio Iacolare

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.