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Spithill-Bruni, quei gemelli dal “cuore” diverso

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C’è un fotogramma che rende plasticamente la differenza tra i due timonieri di Luna Rossa, James “Jimmy” Spithill e Francesco “Checco” Bruni. È durante la terza leg dell’ultima regata delle finali di Prada Cup, gara che sancirà il 7 a 1 degli italiani su Ineos e la vittoria della Coppa di Luna Rossa. Lo scafo italiano è avanti di circa 240 metri si viaggia con punte anche di 38 nodi, circa 70 km all’ora. Luna Rossa deve solo gestire il vantaggio e la regia ci propone la grafica (sotto nell’articolo) con i battiti del cuore dei due timonieri di Luna Rossa.

Checco Bruni ha 89 battiti al minuto. Ha il cuore accelerato: sente l’adrenalina, deve stare concentrato, la vittoria è a un passo. James Spithill di battiti ne ha 65, più o meno quelli di una persona seduta su un divano a vedere un film romantico (chi ha seguito la gara e si è emozionato probabilmente ne aveva di più). Ed è tutta qui la differenza tra i “gemelli diversi” di Luna Rossa.



Spithill è australiano, ha vinto già due volte l’America’s Cup e si prepara a disputare il suo primo SailGp (con un occhio all’inclusione visto che ha lanciato una campagna on line per ingaggiare donne nel team). Lui è il “freddo” dei due timonieri. A pochi metri dal traguardo, lo si sente nell’audio di bordo incitare il team con un tranquillo “Let’s go boys, go on”, andiamo ragazzi. Nello stesso video, pochi secondi dopo, si sente la voce di Checco Bruni e il tono è totalmente diverso: “Siamo italiani e che cavolo!” esclama, rompendo la tensione e mostrando a tutti che è fatta. Poi Checco ringrazia il team a partire proprio dal suo alter ego: “Bravo Jimmy, bravi tutti ragazzi”. E scherza: “Bravi tutti tranne Voltolini” strappando a tutti una risata liberatoria. Lui è quello “spontaneo” dei due.
La grafica con i battiti del cuore di Spithill e Bruni durante l’ultima regata
Ma attenzione: il carattere sanguigno del palermitano non deve trarre in inganno. L’amico di una vita Giuseppe Giunchiglia, presidente del Circolo Velico Sferracavallo lo descrive come un perfezionista, iper-attento ai dettagli. Non a caso è stato più volte campione del mondo e d’Europa in diverse classi.

Luna Rossa e la scelta di due timonieri

Sì è molto discusso del fatto che Luna Rossa avesse due timonieri, invece di uno. Prima per criticare la scelta, quando Luna Rossa andava male, poi per esaltarla quando andava bene. La verità, come spesso accade, sta nel mezzo. Lo scafo italiano è migliorato, la strategia è stata rivista e la comunicazione tra i due timonieri è stata perfezionata.
Il successo di Luna Rossa è probabilmente il risultato di tutti questi cambiamenti. Certo i due timonieri dal carattere opposto e complementare hanno avuto la loro parte, perché come ha dichiarato Francesco de Angelis alla Gazzetta dello Sport “La coppia funziona perché suonano la stessa musica”. Poi le critiche e le sofferenze prima delle vittorie ci stanno. Altrimenti non ci divertiamo. In fondo come dice Bruni “Siamo italiani, che cavolo!”

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