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Clima, c’è sempre meno acqua nei principali fiumi italiani

La serie storica del volume annuale di acqua defluita a mare nei principali fiumi italiani (Po, Adige, Arno, Tevere), misurata nelle stazioni idrometriche in prossimità della foce, fornisce indirettamente un quadro delle risorse idriche disponibili e utilizzabili nei territori presenti nei bacini idrografici dei corsi d’acqua. Rispetto al valore medio del periodo 1971-2000 per alcuni di questi corsi d’acqua si registra, negli ultimi 19 anni (dal 2001 al 2019), un’importante riduzione dei volumi defluiti a mare, pari al 15% per il Tevere e di oltre l’11% per il Po.

Dall’analisi a scala stagionale e mensile dell’andamento dei deflussi si osserva un aumento degli eventi di siccità e delle ondate di piena, anche a causa del mutamento in intensità e frequenza dei fenomeni estremi meteoclimatici. I deflussi dei corsi d’acqua sono fortemente correlati con le precipitazioni registrate nei bacini idrografici superficiali considerati, anche se nella determinazione del deflusso intervengono molte altre variabili di natura antropica (invasi, prelievi, opere idrauliche).

Il valore medio annuo delle precipitazioni nel bacino idrografico del fiume Po, dal 2001 al 2017, si è ridotto del 2% rispetto alla media del periodo 1971-2000, corrispondente a circa 1.050 mm. Nel bacino del fiume Adige la precipitazione media annua è la più bassa tra i quattro bacini idrografici considerati, con circa 900 mm, mentre nel bacino dell’Arno non si è registrata una variazione significativa rispetto al trentennio. Il bacino del fiume Tevere registra la riduzione di precipitazione più evidente nel periodo 2001-2017, comunque di modesta entità (-4%), anche se in alcuni anni molto siccitosi (2007 e 2011) si sono registrate riduzioni uguali e superiori al 30%

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