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Visite mediche nelle scuole nautiche: “Manca ancora un decreto attuativo”

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Un decreto attuativo per dare il via allo svolgimento delle visite mediche per il conseguimento e la convalida delle patenti nelle sedi delle scuole nautiche, dopo il parere favorevole ricevuto lo scorso mese di novembre dal viceministro Giancarlo Cancelleri. È quanto ha chiesto la Confarca (confederazione nazionale che rappresenta le scuole nautiche), attraverso il vicesegretario alla sezione nautica, Marco Morana.



L’esponente della confederazione, nel ringraziare gli onorevoli Raffaella Paita, Presidente della IX Commissione Trasporti della Camera, e Luciano Nobili, i quali hanno presentato un’interrogazione al ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile per chiedere di rispettare il decreto legislativo 229 del 2017, fa notare che ad oggi non è ancora possibile sostenere le visite mediche per le patenti nautiche nelle sedi dei privati, “nonostante la grave emergenza sanitaria ancora in atto e le sollecitazioni per snellire le procedure e la mole di lavoro degli ospedali”, sottolinea Morana.

Visite mediche nelle scuole nautiche: interrogazione parlamentare

Il tema al centro dell’interrogazione parlamentare, presentata il 17 marzo, è di rimettere a un regolamento del dicastero la semplificazione dei procedimenti amministrativi relativi alla nautica da diporto e alla disciplina dei requisiti per il rilascio delle patenti nautiche. E tra questi, figura anche la possibilità di consentire le visite mediche all’interno delle scuole nautiche, così come auspicato dalla Confarca già a novembre, incassando il parere favorevole del viceministro Cancelleri. “Ad oggi però – fa notare Morana – manca ancora un decreto attuativo per rendere immediatamente operativa la procedura delle visite mediche per le patenti nautiche da parte dei privati”.

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“Ringrazio gli onorevoli Paita e Nobili per aver sollecitato quello che da mesi sta chiedendo in tutte le sedi la nostra confederazione – afferma il vicesegretario della Confarca – Vista anche l’emergenza sanitaria in corso, al fine di evitare possibili contagi all’utenza e snellire le strutture sanitarie da queste incombenze burocratiche, sarebbe opportuno intervenire quanto prima, ma senza un apposito provvedimento attuativo della norma, anche transitorio, ciò non sarà ancora possibile”.

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