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Vendée Globe, Dalin ancora in testa nel duello con Ruyant

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Charlie Dalin, leader della Vendée Globe da ieri mattina, ha confermato di essere in piena “modalità costiera, lottando per ogni metro che posso guadagnare”, mentre cerca di sfondare il treno a bassa pressione dell’oceano meridionale che dovrebbe finalmente catapultarlo verso est verso il longitudine del Capo di Buona Speranza che i leader dovrebbero passare dalla notte di domenica a lunedì.

Nonostante tutte le previsioni secondo cui i veloci foiler di nuova generazione avrebbero sicuramente battuto il record di 74 giorni e 3 ore di Armel Le Cléac’h, in questo programma saranno già quattro giorni indietro rispetto al ritmo 2016-2017.

Sulla scia del record di Thomson

In effetti Dalin si trova sullo stesso tratto del Sud Atlantico che ha prodotto un “record” di 24 ore per Alex Thomson nel 2016-17 ma che non ha potuto essere convalidato perché non lo ha rotto di un miglio intero. Il 36enne skipper solista di Apivia ha osservato oggi con ironia: “Mi aspettavo che questa tappa del Sud Atlantico fosse una delle sezioni più veloci del giro del mondo. E mi sto perdendo”.




“Immaginavo che l’Atlantico meridionale fosse la zona del giro del mondo più veloce, e beh, è ​​mancato! – prosegue Dalin – Penso che questa sia una delle sfide più grandi che ho dovuto affrontare in questo momento, lavoro sulla rotta, guardo i cambiamenti di vento sul previsioni e sail by feel in termini di vento che ho al momento e davanti a me. Non sono severo con nessun modello o idea, cerco di prendere in considerazione tutti i diversi parametri per scegliere la mia migliore rotta e dove strambata. Sono contento, stiamo andando bene, ma i prossimi giorni saranno pieni di manovre, cambi di vele e pensiero strategico mentre affronterò una situazione dinamica in rapido cambiamento. Dovremmo entrare nei venti più forti tra circa 48 ore, quindi mi sto preparando per quello”.

Vendée Globe: Dalin guadagna miglia su Ruyant

Dalin ha fatto bene contro il suo rivale francese Ruyant, guadagnando costantemente miglia su Ruyant per essere circa 70 miglia nautiche davanti a LinkedOut.




Jean Le Cam mantiene il suo terzo posto, superando ancora una banda di IMOCA sventanti più giovani nel suo progetto Farr del 2007. In “Vendée Live” di oggi, parlando con il suo amico Roland ‘Bilou’ Jourdain, Le Cam era tipicamente flemmatico in materia di età. A 61 anni ha navigato in modo intelligente e solido, sempre in rotta per traiettorie fluide, una buona velocità media e le distanze più brevi percorse.

Dietro Le Cam, quinto e sesto, Yannick Bestaven (Maitre CôQ IV) e il tedesco Boris Herrmann (SeaExplorer-Yacht Club de Monaco) gareggiavano in vista l’uno dell’altro a un paio di miglia di distanza. Sam Davies (Initiatives Coeur) e Louis Burton (Bureau Vallée 2) si sono staccati entrambi da questo gruppo, percorrendo un binario più diretto verso sud per cercare di prendere il treno in direzione est di brezze più forti prima ma da una posizione più indietro a ovest. Al momento le rotte attuali hanno il gruppo di due giorni indietro a Capo di Buona Speranza.

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I Doldrums rimangono attivi e frustranti per il gruppo di sette IMOCA vicino al retro della flotta. Il pilota di linea finlandese Ari Huusela (STARK) stava cercando di rimanere calmo e concentrato dopo essere stato mantenuto in uno schema di tenuta da venti molto leggeri e mutevoli che oggi ha detto lo avevano portato su almeno una virata completa di 360 gradi. La vicina Miranda Merron (Campagne de France) ha finalmente scoperto perché la sua barca era stata rallentata, scoprendo un sacchetto di plastica attorno alla sua chiglia. Nella stessa area del Doldrums Sébastien Destremau ha lottato con una completa perdita di pressione dell’olio idraulico nel suo ariete della chiglia che ha lasciato la testa della chiglia libera di oscillare. Stava cercando di cannibalizzare un altro pezzo di tubazione per riparare la perdita della bombola e nel frattempo aveva riferito di aver fissato temporaneamente la chiglia.




Nel frattempo Alex Thomson continua a completare le sue riparazioni per HUGO BOSS, ora in ottava posizione questa sera, 550 miglia dietro Charlie Dalin. Il britannico rimane decisamente ottimista considerando le riparazioni strutturali che ha dovuto fare in un’area appena dietro la prua, il lato positivo sono le condizioni favorevoli, proprio quello di cui si lamentava oggi il leader Dalin.



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