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Intervista a Ferrari, 470 maschile: “Per Tokyo mi sento come uno studente pronto per l’esame”

giacomo ferrari intervista prima di tokyo

Il cursus honorum di Giacomo Ferrari parte da lontano. La gavetta del velista della Marina Militare è iniziata nella classe Optimist, dove tra le altre cose ha vinto un bronzo a squadre agli Europei. Poi il 420 con un argento agli Europei Juniores. Infine la classe 470, con un oro, un argento e un bronzo ai Mondiali Juniores e due titoli Europei Juniores conquistati. Proprio nel 470 maschile adesso, insieme a Giulio Calabrò, si appresta ad affrontare la sua prima Olimpiade a Tokyo e ci ha rilasciato un’intervista in vista dei Giochi.

I Giochi di Tokyo, sono un po’ il “salto di qualità” nella sua carriera?

Più che il salto di qualità i Giochi Olimpici sono il raggiungimento del primo obiettivo che ci eravamo dati quando abbiamo iniziato a regatare nel 470. Poi in corso d’opera ci siamo accorti che potevamo puntare più in alto e adesso il nostro obiettivo è il risultato.




Calabrò ci ha detto che punta al Medal Race, condivide?

Il risultato è impossibile da pronosticare. Ci sono 10 squadre che possono andare a medaglia e il livello è così alto che tutto si deciderà in acqua, dove ci sono tanti fattori, e anche il singolo episodio potrà decidere il medagliere. Il mio obiettivo, e non è poco, è dare il massimo e fare un’Olimpiade come vogliamo noi.

Sulla carta non siete i favoriti, come si sente?

Sulla carta siamo tra i primi dieci e siamo sesti nel ranking mondiale. Certo non siamo i favoriti per una medaglia, ma mi sento come l’alunno che ha studiato e non vede l’ora di fare l’esame. Sono sereno, conosciamo i nostri punti di forza e ce la metteremo tutta.

Quali squadre sono da tenere d’occhio?

Tutte direi. Ci sono gli australiani che sono un po’ i veterani e hanno medaglie importanti nel loro palmares; gli spagnoli che sono andati a medaglia nell’ultimo mondiale; gli svedesi che schierano i campioni del mondo; i giapponesi che sfrutteranno il vantaggio di giocare in casa. Insomma sarà una bella sfida.

Il Covid avrà effetti negativi su questa Olimpiade?

In senso sportivo, per noi non credo sarà un problema, anzi forse è stato un vantaggio. Siamo tra i più giovani in acqua nella nostra classe e quest’anno in più ci è servito per maturare ulteriormente in regata. Sarà probabilmente un’Olimpiade in tono minore, ma per noi è la prima e se somiglierà a una regata normale non dovremo nemmeno confrontarci con l’impatto che può avere il primo grande evento internazionale della tua carriera.

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