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Orca assassina: tutto quello che c’è da sapere sul delfino predatore

orca assassina

Orca assassina, la “balena killer” diventata nel nostro immaginario il terrore dei mari. In questo articolo vi spiegheremo tutto quello che c’è da sapere su questa specie che proviene dai delfini

di Anastasiia Kazakova*

L’orca è anche detta la balena assassina. Ma è davvero così aggressiva? Perché a un animale così carino è stato dato tale soprannome?  Dopotutto, sono così simili a delfini ed anche molto giocosi.

Le orche hanno un’organizzazione sociale complessa: le femmine con i cuccioli di entrambi i sessi formano una famiglia. Diverse famiglie si riuniscono per formare un gruppo.
I membri del gruppo sono molto attaccati gli uni agli altri, il rapporto tra loro è molto caldo e amichevole. Le orche sane aiutano fratelli e sorelle malati o anziani. La durata media della vita degli orche maschii raggiunge i 50 anni, e le femmine vivono fino a un massimo di 80-90 anni.

Orca: dimensioni, età e caratteristiche in base al sesso

L’orca (Orcinus orca Linnaeus, 1758) appartiene alla famiglia dei delfinidi e si trova in tutti i mari del mondo, dai mari caldi tropicali a quelli freddi antartici e artici. I maschi di orca raggiungono una lunghezza di 10 metri e pesano fino a 8 tonnellate, le femmine fino a 8,7 metri di lunghezza. La pinna dorsale nei maschi è alta fino a 1,5 metri e quasi diritta, mentre nelle femmine è bassa circa la metà e ricurva.




A differenza della maggior parte dei delfini, le pinne del torace dell’orca assassina non sono appuntite e a forma di falce, ma larghe e ovali.  La testa è corta, appiattita dall’alto, senza becco;  l’orca ha denti massicci, lunghi fino a 13 centimetri, adatti a strappare le carni dalle grandi prede.

La storia di Granny, la Nonna Orca che visse 105 anni

Un’orca assassina è vissuta anche 80 anni, ma c’è chi sostiene che sia arrivata alla veneranda età di 105. Un record comunque, per questa specie. E’ stata ribattezzata Granny, la nonna Orca, ed è stata individuata nel 1967: è stata catturata per essere mandata in un parco di divertimenti, ma era troppo vecchia per quello scopo. A quel tempo, secondo gli esperti, aveva 56 anni.




Successivamente, i risultati della biopsia hanno suggerito che la “nonna Orca” potrebbe essere di 10-20 anni più giovane, ma in ogni caso, è la più vecchia orca assassina conosciuta dall’uomo al mondo.  L’animale è stato registrato con il nome J2 e rilasciato.  La lettera J assegna Granny a un gruppo speciale di orche che vivono esclusivamente nella parte nord-occidentale dell’Oceano Pacifico nordamericano. Questo è un gruppo estremamente piccolo ed è elencato nell’Endangered Species Act degli Stati Uniti.  Da allora, gli scienziati hanno seguito i movimenti di nonna orca. È stata vista in vari luoghi, dalla California al Canada, e spesso accompagnata dalla sua numerosa prole.

Il branco di Nonna Orca avvistato nel 2016

Gli ultimi dati su Granny risalgono all’ottobre 2016 e i biologi ritengono che l’animale sia morto. Infatti, un branco di orche assassine, che prima era sempre guidato dalla nonna Orca, ora nuota senza di lei.

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Commentando la morte della leggendaria orca assassina, gli scienziati affermano che ha dato un contributo inestimabile alla scienza e questa informazione sarà utile per lo studio dei cetacei per molti anni a venire.

La famiglia di stampo matriarcale delle orche assassine

Per le orche le connessioni sociali sono importanti, prima di tutto dal lato materno: possiamo dire che hanno sviluppato un “matriarcato” nei gruppi familiari. Il fatto è che le orche non sono monogame, cioè non hanno forti legami tra i “coniugi”, e il maschio non prende parte all’allevamento dei suoi figli.  La base della famiglia è la femmina più anziana: madre, nonna o anche bisnonna. La storia di J2 è un ottimo esempio di questo.




A volte diversi gruppi di orche assassine si uniscono per cacciare o accoppiarsi in comune. Poiché i membri di un gruppo sono legati da legami familiari, l’accoppiamento avviene tra membri di gruppi diversi.
Ogni gruppo ha il proprio repertorio vocale.  (Proprio come le persone di paesi diversi hanno la propria lingua). E durante il periodo dell’accoppiamento, la femmina cerca un maschio con un repertorio vocale il più diverso possibile da lei.

Distinguere l’orca assassina in base alle macchie bianche sul corpo

C’è un altro modo per distinguere le orche l’una dall’altra: questa è la forma delle loro macchie bianche.
La forma delle macchie nelle orche è così individuale da consentire l’identificazione dei singoli individui.
È come se una macchia fosse un’impronta digitale umane.

Inoltre, nel Pacifico settentrionale si trovano individui completamente neri (melanici) e bianchi (albini). Tutte queste erano solo caratteristiche generali dei nostri meravigliosi animali. Ma torniamo alla nostra domanda iniziale: queste creature sono davvero assassine?

L’orca è davvero così assassina?

Perché l’orca viene chiamata assassina? Il nome risale al XVIII secolo: i balenieri spagnoli ebbero la possibilità di osservare da vicino la tecnica di caccia alle balene per opera delle orche marine, durante la quale i cuccioli venivano affogati e poi divorati, mentre le madri abbandonavano il campo ormai stremate dagli attacchi.




In effetti, ci sono due tipi di orche: le orche pantofolaie e le orche di transito. Secondo gli scienziati, queste due specie non si accoppiano tra loro da oltre 700.000 anni. Ma procediamo per ordine.

Le orche pantofolaie: sono loro le assassine del mare?

Le “homebodies”, ovvero le pantofolaie, sono orche assassine che si nutrono solo di pesci e, in casi estremi, possono cacciare i pinnipedi, come ad esempio le foche. Questo tipo di orca assassina si unisce in gruppi di massimo 15 individui, camminando in catena e cercando banchi di pesci.

Quando ne individuano uno, viene sbattuto come se fosse una palla sulla superficie: in questo modo, le orche soffocano i pesci a colpi di coda e si tuffano un ad una al centro del banco per tramortirli. Nel gruppo delle orche si nutrono prima gli individui più deboli, poi quelli più forti. Per ragioni di correttezza, va notato che le “orche residenti”, non corrispondono affatto al soprannome di assassine.  Il loro comportamento e il modo di nutrirsi ricorda tutt’al più quello delle megattere.

Orca di transito: il killer silenzioso del mare

orca assassina di transito
Un gruppo di orche assassine di transito

Ora parliamo del secondo tipo: le orche di transito.  Forse, grazie a questa particolare specie, l’orca ha ricevuto il soprannome di killer. Le orche sono i più grandi delfini carnivori. Mangiano letteralmente tutto ciò che è vivente: pesci, cefalopodi, mammiferi marini, attaccano senza esitazione balenottere e balenottere minori, altri delfini, pinnipedi e persino pinguini. L’orca assassina attacca anche lo squalo bianco, e ad averne la peggio è proprio quest’ultimo, nonostante sia ritenuto il più grande pesce predatore.

Le orche in transito, a differenza delle pantofolaie, si riuniscono in gruppi più piccoli, composti da 3-5 individui. Una caratteristica distintiva di un tale gruppo è il suo “silenzio”, dal momento che i mammiferi cacciati dalle orche possono sentire la loro voce.




Guardando le orche in caccia, non si può fare a meno di ammirare come agiscono bene coordinate e a sangue freddo, perché quando uno dei componenti del gruppo non riesce a raggiungere una vittima, altri vengono subito in suo aiuto.

Cosa mangia l’orca assassina?

Cosa mangiano le orche assassine? La loro dieta comprende altri delfini, balene, pinnipedi, lontre marine, leoni marini.  Ci sono prove che le orche assassine attaccano cervi e alci che nuotano attraverso piccoli canali.

Un’osservazione interessante: i segni di morsi di orche sono stati trovati nella metà delle balenottere, e nel 65% dei capodogli esaminati. Un capodoglio su due, almeno una volta nella sua vita è stato attaccato da un’orca assassina.

Orca assassina: la caccia perfetta

orca assassina cacciaDurante la caccia alle foche, le orche usano rifugi naturali poco al di sotto del livello dell’acqua. Inoltre, mentre un maschio è in agguato, il resto del gruppo aspetta a distanza, oppure spinge la preda da un lato all’altro del lastrone di ghiaccio in modo che cada nelle fauci dell’orca appostata dall’altra parte.

Quando cacciano i leoni marini, le orche possono arrivare fino a riva, catturando gli animali di sorpresa. Sorprendentemente, si ha l’impressione che le orche adorino semplicemente uccidere: con un colpo su un lastrone di ghiaccio, lanciano foche dormienti nell’acqua; circondando un branco di delfini o trichechi, le orche lo distruggono metodicamente pezzo per pezzo. Ma in realtà, più che per il gusto di uccidere le loro vittime, le orche agiscono in questo modo per educare i loro cuccioli alla caccia. Talvolta capita che gli animali finiti nel mirino dell’orca non vengono uccisi: servono soltanto per fare un po’ di pratica.

L’orca di transito va ghiotta della balena

Inoltre, la dimensione della vittima non ha importanza: se è grande, le orche assassine agiscono in gruppo. Quando è impossibile uccidere una vittima con un colpo, le orche le sfiancano mordendo pezzi di carne dal suo corpo. Affondano i denti nella gola delle balene, le strappano le lingue e le tagliano le pinne. Se le orche attaccano un cucciolo di balena, non è più possibile salvarlo, è condannato a morte. Le orche nuotano a una velocità fino a 55 km/h: semplicemente non possono essere superate da una madre che cerca di proteggere il suo cucciolo.

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Quando attaccano una balena, i maschi di orca sono coinvolti, cercando di annegare la vittima, non permettendole di galleggiare in superficie per respirare. E quando attaccano un capodoglio, al contrario, lo spingono in superficie in modo che non si nasconda in profondità.




Le dimensioni delle prede delle orche di transito spesso superano la quantità che possono mangiare in una volta. Pertanto, le orche non mangiano l’intera balena, ma scelgono le parti più prelibate: lingua, gola e labbra. La lingua delle balene è una vera prelibatezza per le orche assassine, che cercano di aprire la bocca di una balena ancora viva per potersi aggrappare ad essa. Appare chiaro adesso perché vengono definite assassine assetate di sangue.

L’educazione delle orche: insegnano la caccia ai più giovani del gruppo

Durante la caccia, gli adulti dimostrano ai giovani le tecniche di caccia utilizzate dal gruppo di riferimento. Così, di generazione in generazione, vengono tramandate le tradizioni di caccia del gruppo, secondo le quali è possibile determinare in quale famiglia è stata allevata una determinata orca. Un’orca assassina ha bisogno fino a 150 kg al giorno di cibo, e questo non manca: la diversità della dieta e l’assenza di nemici naturali collocano l’orca assassina in cima alla catena alimentare.

“Ma questi assassini sono pericolosi per noi umani?”,  si chiedono in molti. E abbiamo una risposta a questa domanda: l’unico periodo in cui le orche diventano molto irritabili e aggressive è quello della riproduzione.

L’orca assassina è pericolosa per l’uomo? Facciamo chiarezza

Sono diverse le ipotesi sugli attacchi verificatisi negli ultimi sei mesi nell’Oceano Atlantico, tra il Portogallo e la Spagna, ai danni di barche a vela da parte di un gruppo di orche. L’ultimo, è quello che ha raccontato lo skipper britannico David Smith, il quale è stato circondato da sette orche assassine che hanno iniziato a speronare la sua barca. Si sarebbe trattato di esemplari giovani e la sua storia è simile ad altre raccontate dal periodo che va da luglio fino a novembre del 2020. Gli attacchi sarebbero circa una quarantina, e le ipotesi degli studiosi sono diverse, anche se tutti concordano che si sia trattato di un gioco.




Le orche infatti non hanno attaccato l’uomo, ma la barca: un modo come un altro per giocare o per dimostrare la propria “forza”. Le orche vengono infatti considerate gli animali marini predatori più rispettosi dell’uomo. In natura, non mostrano paura degli umani, tutti gli attacchi commessi in passato sono stati effettuati da animali feriti o per autodifesa. Il video di un attacco all’interno di un parco acquatico negli USA, ha fatto il giro del mondo: a farne le spese, una addestratrice, che è stata attaccata durante lo spettacolo da una orca.

Le orche spesso nuotano al fianco delle navi, attaccando il muso sopra l’acqua, come se lo esaminassero. Sono curiose e giocherellone, come i loro cugini delfini. Quando sono in cattività, le orche assassine si abituano molto rapidamente agli umani e sono facili da addestrare. La cosa principale da ricordare è che l’orca dovrebbe essere sempre a pancia piena…

*Articolo tradotto dal russo



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