La lampuga, anche nota come pesce capone o settembrino, compare spesso nei nostri mari e finisce anche sulle nostre tavole, nonostante le sue origini derivino da ambienti marini assai diversi da quelli nostrani.
Chi vive in Sicilia o ad Anzio, sul litorale romano, ma anche sulla costa ligure, lo sa bene: questo pesce, chiamato, come detto, anche pesce capone, oppure corifena cavallina, viene cucinato durante le sagre ed è molto apprezzato servito in umido. In questo articolo, fortemente consigliato agli amanti della pesca sotto costa o ad altura, vi parleremo di tutto quello che c’è da sapere sulla lampuga: di dove vive, di come si pesca e come va cucinato questo pesce azzurro.
Lampuga, il pesce settembrino del Mar Mediterraneo
Rapido, in grado di nuotare ad una velocità di 95 km/h, la lampuga è una specie migratoria diffusa nelle acque tropicali e subtropicali di Atlantico, Pacifico e Indiano, temperature ideali per la loro sopravvivenza. Può trovare un habitat ottimale in alcuni periodi nell’anno anche nel Mar Mediterraneo. La sua presenza sulle coste, infatti, viene solitamente registrata soltanto al tempo della deposizione delle uova, verso la fine della seconda metà dell’estate, ed in particolar modo a settembre, per poi andare in acque più calde all’inizio dell’autunno. Ecco perché la lampuga viene anche chiamata pesce di settembre o pesce settembrino.
Colori che cambiano con la luce: la magia delle lampughe
Dall’inconfondibile livrea grigio azzurra, tendente al blu sul dorso e al giallo su fianchi e ventre, la lampuga è un pesce azzurro che presenta un corpo lungo, compresso ai fianchi, con profilo frontale arrotondato e sporgente.
Il corpo si riduce al peduncolo caudale. La pinna dorsale è lunga, alta all’inizio, diminuisce in altezza verso la fine. Le pettorali sono lunghe e appuntite, così come le ventrali. L’anale è poco sviluppata in altezza, ma copre 1/3 del ventre del pesce. La coda è fortemente forcuta. Il suo colore varia a seconda della luce: magnifico azzurro o porporino, con riflessi metallici di ogni sorta, o giallo-oro.
Di cosa si nutre la lampuga?

Si nutre in prevalenza di pesci volanti o di crostacei, come granchi o gamberetti, ma anche di tartarughe marine appena nate: non capita di rado, infatti di trovare all’interno delle lampughe i resti dei cuccioli di Caretta Caretta. La schiusura sulle spiagge delle uova delle tartarughe marine avviene verso la fine di agosto, proprio in concomitanza con la deposizione delle uova delle lampughe nel Mar Mediterraneo.
Non è da escludere quindi che questi pesci approfittino del periodo di permanenza fino a settembre anche per far scorpacciata delle piccole tartarughe.
Considerati tra i pesci che hanno la crescita più rapida, al punto che nel primo anno di età possono aumentare la loro massa corporea di 100 grammi al giorno, le lampughe raggiungono una lunghezza massima di circa 2 metri ed un peso di circa 20 chilogrammi. Nei mari italiani, il peso medio delle catture varia da 3-4 etti a 8 chilogrammi.
Negli USA, questa specie viene chiamata dolphinfish, o addirittura dolphin, per alcuni pescatori. Si sa che questo termine sta ad indicare i delfini, i noti mammiferi marini, anch’essi chiamati appunto dolphins.
Ma non è l’unica variante del nome della lampuga. Anche in Italia infatti veniva chiamato in altri modi, come abbiamo ricordato in precedenza.
Dove si può pescare la lampuga in Italia
Presente omogeneamente in tutte le acque italiane, con punte di massima intorno alle isole maggiori, nel canale d’Otranto e in Liguria, la lampuga è un pesce molto conosciuto dai pescatori, tanto che il periodo quando le lampughe si avvicinano sotto costa per depositare le uova è denominato “tempo di caponi”.
A Cefalù è il pesce simbolo della pesca: “u capuni”, come viene chiamato in dialetto siciliano, rappresenta uno dei principali prodotti presenti sul mercato ittico cefaludese nel periodo autunnale ed addirittura finanche a gennaio, date le particolari condizioni climatiche del Mar di Sicilia. Il suo costo non è nemmeno particolarmente eccessivo: 1 chilo di lampuga può andare dai 6 agli 8 euro.
Pesca sotto costa o ad altura del capone
La lampuga è un pesce apprezzato sia per le carni che per la combattività (ambita preda della pesca sportiva alla traina costiera). Oppone infatti una forte reazione alla cattura saltando fuori dall’acqua per liberarsi dall’amo. La pesca professionale, invece, è praticata con le reti a circuizione e con i palamiti galleggianti.
Pur essendo un pelagico d’alto mare, non di rado si avvicina alla costa in cerca di cibo, portandosi anche in pochi metri d’acqua. Come abbiamo scritto in precedenza, la pesca specifica alla lampuga generalmente si effettua sotto costa. Per avere delle soddisfazioni, però, bisogna dedicarsi all’altura, impostando le esche su questo pesce. In linea di massima si possono calare anche soltanto 4 esche, ma aumentando a 6 o addirittura a 8, le percentuali di successo aumentano considerevolmente. Come attrezzature si possono usare le 20 libbre, in considerazione del fatto che anche esemplari da 6-7 chilogrammi rappresentano già un buon risultato.
Pesca delle lampughe, regolamentazione ministeriale
La pesca della Lampuga è una “pesca con una regolazione a sé stante”. Oltre alla normale licenza di pesca, infatti, occorre anche una specifica autorizzazione rilasciata dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali per praticare questa attività. La regolamentazione comunitaria (Reg. Cee 1343/2011) per la pesca alla Lampuga con i DCP prevede un fermo delle attività di pesca da 1° gennaio al 14 agosto in modo da tutelare questa specie nel periodo riproduttivo.
Come cucinare la lampuga (o capone): la ricetta siracusana
La lampuga è un alimento altamente proteico, con un bassissimo apporto di grassi (meno dell’1%) e ricco di sali minerali e vitamine. Si tratta di un pesce che offre una polpa soda, saporita e molto versatile, ottima alternativa a pesci più blasonati come il tonno o il pesce spada. Il prezzo della lampuga (circa 9 euro al chilo nel periodo di ottobre) ne fa uno dei piatti di pesce più prelibati e ricercati. La Sicilia si aggiudica la palma d’oro come regione in cui viene cucinata la lampuga. Nell’antichità, questo pesce, chiamato anche Capone, si preparava in cucina con cipolla, sedano, olive, capperi e aceto: il piatto prendeva il nome di “Caponatina”; oggigiorno al posto del pesce si usano le melanzane, ma il nome è rimasto immutato. La ricetta della lampuga a filetti o a medaglioni, a seconda della grandezza, varia a seconda dei gusti.
Si può preparare in tanti modi, sia alla griglia con gli aromi sia al forno con patate e olive taggiasche. Una ricetta tipica del siracusano, e che ancora oggi è molto apprezzata sulle tavole della regione, è la lampuga in umido alla matalotta.
Come si prepara questo piatto? Ecco la ricetta:
- In una padella capiente fate soffriggere 1 cipolla affettata;
- una volta dorata aggiungete una manciata di capperi (che avrete sciacquato per eliminare tutto il sale di conservazione) e 20-25 olive verdi denocciolate;
- Sfumate con mezzo bicchiere di vino bianco secco, quindi incorporate una ventina di pomodori Datterino (o Pachino) tagliati a rondelle. Regolate di sale e pepe e lasciate cuocere a fuoco lento per 5 minuti;
- A questo punto potete mettere in padella col sughino 4 filetti o 8 tranci di capone, privati di lisca e pelle;
- Aggiungete ½ bicchiere scarso d’acqua, tappate col coperchio e lasciate cuocere su fiamma dolce una decina di minuti (non esagerate coi tempi di cottura altrimenti i filetti si disferanno).
- Impiattate e decorate con una bella spolverata di prezzemolo fresco tritato.
La lampuga rientra anche nei progetti di marketing territoriale per il rilancio del cosiddetto pescato a km0: nel comune di Anzio, ad esempio, questo pesce è stato inserito nel menù della kermesse Anzio, la migliore cucina marinara al mondo, un brand enogastronomico cittadino nel quale le lampughe sono state inserite come piatto forte.
Redazione di Non solo Nautica, la rivista online sulla nautica e sul mare a cura di Davide Gambardella.

2 commenti
[…] del Sud è anche la lampuga, o capone, che arriva nel Mediterraneo in autunno per deporre le uova e per questo è nota anche […]
[…] sé grazie alla scommessa di alcuni chef e alle iniziative di promozione della pesca locale. È il capone o lampuga, pesce del mar Mediterraneo dalla forma e colore inconfondibili, molto buono e […]