Spunta un’offerta di 40 milioni di dollari, venti in più rispetto a quelli iniziali, come tentativo estremo per costringere il Royal New Zealand Yacht Squadron e il Team New Zealand a difendere l’America’s Cup ad Auckland.
America’s Cup ad Auckland: 40 milioni e tanti veleni
Una proposta che sembra poter mettere nuovamente in discussione la location, e che riapre le profonde ferite che in queste ore si registrano in casa kiwi, tra accuse e spaccature sempre più evidenti nello yacht squadron per via degli oltranzisti che chiedono di far rimanere la competizione in Nuova Zelanda anche nel 2024. Ma se a proporla è la figura di Mark Dunphy, controverso personaggio molto contestato dai Defender per il suo agire nell’ombra, la proposta diventa motivo di imbarazzo. E di ulteriori tensioni.
A capitanare il fronte di coloro che vogliono la difesa della Vecchia Brocca in patria, è l’ex direttore del Team New Zealand Jim Farmer, con il supporto di alcuni membri RNZYS: con l’apporto di altri soci è riuscito ad ottenere un’assemblea generale speciale intestina allo squadron, che si terrà il 9 dicembre, per votare su una mozione: “Che l’America’s Cup sia difesa nelle acque adiacenti alla City di Auckland”.
La fronda oltranzista potrebbe non bastare
Sono 25 i membri che chiedono la difesa ad Auckland, ma per raggiungere il quorum c’è bisogno del 51 per cento delle votazioni in favore. Un’ipotesi lontana, come sostengono i media neozelandesi, ed ecco che spunta la proposta economica da parte di Mark Dunphy, l’uomo d’affari già al centro di numerose polemiche perché accusato di aver stretto accordi con i due nemici giurati dei kiwi, Ernesto Bertarelli Larry Ellison di Oracle, per cospirare contro INEOS Uk. Sarebbe lui adesso a soffiare sulla campagna ribattezzata “Kiwi Home Defense”. E lo fa a suon di milioni di dollari. Una figura che non piace al team New Zealand, poiché ci sarebbe sempre lui dietro la campagna denigratoria scatenata nei confronti di Grant Dalton nelle scorse ore, accusato di voler portare l’America’s Cup altrove.
Mentre l’RNZYS e il Team New Zealand continuano a ribadire che non ci sono fondi disponibili qui per mantenerli competitivi, Dunphy ha offerto 40 milioni di dollari – rispetto ai $ 20 milioni iniziali – che metterebbe di tasca propria pur di tenere la Coppa in casa. Ma l’offerta, dopo le pesanti accuse rivolte a Dalton e Team New Zealand da parte del business man, non sarebbe stata neppure ascoltata.
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L’RNZYS e il Team New Zealand hanno tempo fino alla fine di marzo per annunciare la sede della 37esima edizione dell’America’s Cup: Cork in Irlanda, un’offerta spagnola in più città, e Jeddah in Arabia Saudita, sono le offerte sul tavolo, ma non si esclude una nuova, misteriosa location.
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Redazione Sport di Non solo Nautica, la rivista online sulla nautica e sul mare a cura di Davide Gambardella.
