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Gassa d’amante: come si fa il nodo più affidabile, sicuro e resistente

Affidabile, sicuro e facile da sciogliere, il nodo gassa d’amante è il nodo marinaresco che tutti gli aspiranti diportisti devono necessariamente conoscere.

La gassa d’amante è un nodo ad occhiello sottoposto a trazioni forti, specialmente nella traina delle unità navali oppure per assicurare una cima alla catena dell’ancora, ma nonostante la sua elevata resistenza è anche facilissimo da sciogliere quando sono terminate le operazioni. Generalmente il nodo gassa d’amante, specie quello semplice, è un nodo utilizzato per assicurare le scotte alle bugne delle vele, in quanto ritenuto molto sicuro perché non scorre e non si scioglie da solo. È fondamentale saperlo fare per chi intende conseguire la patente nautica, ecco perché nonsolonautica.it ha chiesto all’esperto velista Adolfo D’Angelo, titolare della scuola nautica Agenzia Denti di Roma, come si fa il nodo gassa d’amante e tutto quello che c’è da sapere sulla sua storia.

Perché si chiama gassa d’amante?

Partiamo dalla prima domanda: perché si chiama nodo gassa d’amante? C’è chi sostiene che il significato risalga agli antichi manuali in cui si fa riferimento alla parte terminale di una cima, chiamata “amante”. Viene chiamato anche Nodo Toraldo, in memoria Niccolò Toraldo, nobile, navigante e avventuriero napoletano che lo inventò nella prima metà del Trecento, durante una spedizione sui fondali degli abissi. Non si esclude, però, che questo nodo possa risalire addirittura ai tempi dell’antico Egitto.




Infatti, il popolo egiziano fu tra i primi, se non addirittura il primo, a sfruttare la navigazione sul Nilo come mezzo di trasporto per merci e informazioni e a utilizzare i nodi marinari. Nel Seaman’s Grammar di John Smith (pubblicato nel 1627), per la prima volta compare un riferimento scritto a questo tipo di nodo, dove si dice che un nodo “curiosamente intricato […] simile alla gassa d’amante” fu scoperto tra il cordame della barca solare di Cheope durante uno scavo tra le rovine dell’Antico Egitto.

Come si fa il nodo gassa d’amante semplice

Questo nodo marinaresco può essere fatto in più modi: esiste infatti quello semplice, anche detto a mano, ma anche quello eseguito in fase di ormeggio (Guarda il video e iscriviti al nostro canale YouTube).

Il metodo che viene insegnato a livello didattico e che viene chiesto in sede d’esame, è quello per il gassa d’amante semplice: l’aghetto (o ago) deve girare intorno alla palma e rientrare nell’aghetto. L’importante è che il dormiente stia sempre all’interno e mai all’esterno della gassa. Nel video che vi proponiamo, è stato eseguito il nodo semplice.

Gassa d’amante: le sue varianti

nodo gassa d'amante
Nodo gassa d’amante in fase d’ormeggio

Chiamato anche nodo di bolina, questo nodo ha diverse varianti, ma le più diffuse sono due:

  • Il nodo di gassa d’amante a mano, e cioè il classico semplice
  • Il nodo gassa damante in fase d’ormeggio

Prima abbiamo descritto il gassa d’amante semplice. Adesso procediamo con quello ad ormeggio.

Nodo gassa in fase di ormeggio: ecco come si fa

Per effettuare il nodo gassa d’amante ad ormeggio, dall’unità natante viene lanciato il cavo a poppa, l’ormeggiatore va sulla bitta e fa un classico nodo semplice, per poi far passare l’ago (o aghetto) attraverso la cima, fino ad arrivare a trazione.

nodo gassa d'amante in fase d'ormeggio
Preparazione del nodo gassa d’amante in fase d’ormeggio

L’importante è che il dormiente stia all’interno e non all’esterno della gassa: questa raccomandazione vale soprattutto per chi si sta accingendo a svolgere l’esame per la patente nautica da diporto.



Il 90% delle manovre nautiche viene eseguito utilizzando il nodo gassa d’amante, spiega l’istruttore velico Adolfo D’Angelo. “Si tratta del nodo principe tra quelli marinareschi ed il più affidabile quando si è in barca” ricorda ancora l’esperto istruttore che è anche il segretario nazionale della sezione nautica Confarca, la confederazione italiana che rappresenta le scuole nautiche del territorio italiano e che si batte per la tutela della didattica e della formazione dei futuri diportisti e per la sicurezza in mare.

Nodo gassa d’amante, perché è il più affidabile?

È impossibile sciogliere il gassa d’amante quando è in trazione, ed ha un carico notevole quando è sotto sforzo. Allo stesso tempo, però, è facilissimo sciogliere quando è terminata la trazione: ecco perché il questo nodo viene considerato il più affidabile e sicuro dei nodi marinareschi.
La struttura è identica a quella del nodo bandiera, ma con un’estremità connessa con il corrente di una delle linee. Se si prende la gassa e si taglia l’occhiello, si ottiene un nodo bandiera. Avendo un nodo base così forte al suo interno, la gassa d’amante risulta essere così resistente. “Questo, in generale, è il principio cardine su cui si basano tutti i circa duemila nodi in marineria – spiega ancora D’Angelo – e cioè quello di essere sicuri e poi facilmente scioglibili in un secondo momento”.

Gassa d’amante è un nodo marinaro fondamentale per:

  • La regolazione delle scotte del fiocco;
  • Per legare l’ancora;
  • Le cime di ormeggi a terra (viene utilizzato anche il nodo di bitta);
  • Per fissare le drizze e per tutti gli altri scopi per mettere in sicurezza il natante, ma non solo.

Il gassa di amante viene utilizzato per diversi scopi nella nautica, spiega l’esperto, ed è usato da duemila anni nel campo marinaresco. In sede d’esame per la patente nautica è fondamentale conoscere questo nodo. Di sicuro il più importante, ma non l’unico dei nodi.

LEGGI ANCHE: Patente nautica, come conseguirla con le lezioni online

I nodi che vengono richiesti durante la seduta d’esame pratico sono cinque, e sono quelli più importanti e che un diportista deve conoscere.

Ecco i cinque nodi marinareschi più importanti:

  1. Nodo gassa di amante o di bolina
  2. Nodo parlato
  3. Di bitta
  4. Nodo Savoia (o nodo d’arresto)
  5. Nodo piano

Il nodo più affidabile nella nautica da diporto è dunque questo: dalla tenuta particolarmente elevata, questo nodo rientra nelle domande della prova pratica d’esame per la patente nautica che tutti i futuri comandanti devono necessariamente conoscere.

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