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Carte nautiche, dalle antiche alle moderne: cosa sono e a che servono

carte nautiche

Carte nautiche: cosa sono, a che servono e quali tipi vengono utilizzati nella navigazione. Dalle più antiche alle più moderne ed elettroniche: ecco tutto quello che c’è da sapere

di Nicoletta Natoli

Essenziale per navigare in tutta sicurezza, la carta nautica è la migliore compagna di viaggio che un marinaio possa desiderare.

In questo articolo vi racconteremo cosa sono le carte nautiche e vi porteremo dalle loro origini fino alla loro versione digitale. Oggi è ancora possibile ammirare le carte nautiche antiche, compresa quella dell’Italia, acquistandole dai principali negozi in rete.




Vi mostreremo anche come, grazie a Internet e ai vari sistemi operativi per gli smartphone, tra cui Android, le carte nautiche possono essere consultate, scaricate in formato PDF e stampate gratis online e su diverse app. Infine, vi faremo vedere cosa distingue una carta nautica dall’altra, e le informazioni in essa contenute.

Andiamo insieme alla scoperta di questo oggetto prezioso.

Che cos’è una carta nautica?

Senza alcun dubbio, la carta nautica è uno degli strumenti più importanti di cui può disporre un marinaio, poiché include i riferimenti cartografici fondamentali per andare in barca.

Le carte nautiche raffigurano la conformazione dei litorali e dei fondali marini, e indicano, tra le altre informazioni, la profondità dell’acqua, i punti in cui ci possono essere dei pericoli per i naviganti e l’ancoraggio.

Ma non solo, le carte nautiche contengono moltissime informazioni preziose per il navigante, come la presenza di scogli, la posizione di fari, boe o eventuali pericoli in acqua.

La loro lettura è una delle abilità imprescindibili per chi intende uscire in acqua, a prescindere dal fatto di avere un sistema di navigazione a bordo.

Inoltre, la carta nautica deve obbligatoriamente essere presente sull’imbarcazione, nel caso in cui i diportisti intendano spingere la loro navigazione oltre le 12 miglia, poiché è la stessa legge a prevederlo.

Il contenuto di una carta nautica e il supporto del portolano

Le indicazioni riportate sulle carte nautiche sono la longitudine, la latitudine, la scala, la rappresentazione, la proiezione, la declinazione magnetica con il suo anno di riferimento, le linee batimetriche e i segnalamenti, per i quali ci si può affidare anche al cosiddetto portolano.




Il portolano è il manuale per la navigazione costiera e portuale, basato sull’esperienza e sull’osservazione, e provvisto di dettagli relativi a una regione delimitata.

Il primo portolano fu introdotto nel XIII secolo, prima in Italia e poi in Spagna. Ogni portolano contiene informazioni utili per la navigazione, la sicurezza e il riconoscimento dei luoghi attraverso descrizioni testuali, disegni e carte geografiche.

Inoltre, offre indicazioni sulla normativa locale, sui pericoli per la navigazione, per l’ingresso nei porti e per l’ancoraggio.

Le origini delle carte nautiche

La cartografia nautica è il complesso di nozioni scientifiche, tecniche e artistiche che hanno il compito di rappresentare in modo veritiero le informazioni geografiche utili per la navigazione.

Gli studiosi hanno mostrato diverse perplessità sull’assenza di carte nautiche prima del 1200, dal momento che popoli conquistatori e navigatori come i Fenici, i Greci e i Romani avrebbero sicuramente potuto sfruttare dei supporti cartacei per navigare in tutta sicurezza.

Negli ultimi anni si è arrivati alla conclusione che i navigatori di quelle epoche di fatto elaborassero delle carte nautiche durante la navigazione, non ritenendole però degne di essere conservate.




La cartografia nautica ebbe origine nel tardo Medioevo in Italia, grazie al fatto che il nostro Paese occupava una posizione strategica nel bacino del Mediterraneo.

La carta nautica più antica è la Carta pisana, così chiamata perché rinvenuta a Pisa, e oggi conservata presso la Biblioteca Nazionale di Parigi.

È disegnata con estrema precisione e comprende il Mar Mediterraneo e il Mar Nero, e nella sua pergamena anticipa una delle caratteristiche odierne delle carte nautiche, ovvero il disegno di una scala delle distanze.

Le carte nautiche tra il XIII e il XVIII secolo

carte nautiche antiche
Una cartografia nautica risalente al 1480

La cartografia nautica ebbe un periodo di particolare prosperità nell’epoca delle Repubbliche marinare, e del periodo compreso tra il XIII e il XIV secolo sono sopravvissute all’incirca 180 carte nautiche, prevalentemente di produzione italiana e appartenenti alle scuole di Genova, Venezia e Ancona.

Nel contesto produttivo della scuola cartografica di quest’ultima città spicca sicuramente la carta nautica datata 1492, perché testimonia le conoscenze di cui si era in possesso nell’anno della scoperta dell’America.

Dal XVI secolo si registrò anche una produzione di carte nautiche a Napoli e a Messina, che fu particolarmente prolifica fino al XVII secolo grazie all’immigrazione di cartografi ebrei e maiorchini.

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Nel XVII secolo una situazione sociale e politica molto vantaggiosa facilitò la rinascita culturale dei Paesi Bassi, che diedero una grande spinta alla cartografia nautica.

A dare l’impulso principale fu La Compagnia Olandese delle Indie Orientali, che assoldò i migliori cartografi del periodo, tanto che verso la metà del XVIII secolo erano state redatte carte nautiche di quasi tutto il globo terrestre.

Le carte nautiche moderne

La cartografia nautica moderna affonda le sue radici negli anni ’60 del XX secolo, quando le carte nautiche non venivano prodotte esclusivamente dagli Istituti Idrografici, ma anche per iniziativa di editori privati.




Nel contesto italiano, la prima casa editrice a occuparsi delle esigenze del turismo nautico fu la NAUTICARD, che nel 1975 iniziò a stampare delle schede, che contenevano le rotte e le distanze già tracciate e calcolate per ciascuna navigazione.

Queste si diffusero velocemente e divennero molto famose, ma avevano il difetto di non essere aggiornate e, quindi, di non potersi sostituire alla cartografia ufficiale. Tale carenza fu risolta soltanto nel 2011 con una serie totalmente nuova di carte nautiche, che abolì il problema dell’aggiornamento, rinnovandosi il 1º gennaio di ogni anno.

Le carte nautiche elettroniche

Di pari passo con l’evoluzione tecnologica, si è diffusa la cartografia nautica elettronica, che deriva comunque dalla cartografia ufficiale.

Nel 2006 l’Istituto Idrografico della Marina cominciò a produrre carte nautiche per il diporto, derivanti direttamente dalla cartografia elettronica per poter garantire una cartografia aggiornata in tempo reale, ogni volta che ne veniva pubblicata una nuova edizione.

In più, queste carte sono stampate in modo da rendere agevole il loro uso sulle imbarcazioni, dato che la zona rappresentata è impressa su entrambe le facce della carta.




Oggi le carte nautiche digitali sono disponibili e stampabili gratuitamente scaricando appositi software, oppure le app nautiche compatibili sia con l’iPhone che con il sistema operativo Android.

Questi strumenti forniscono mappe di alta qualità, informazioni sulla navigazione e sul traffico, carte di mari e laghi, e soddisfano tutte le esigenze di pesca e nautica.

Inoltre, grazie agli aggiornamenti su base continua, i diportisti possono anche conoscere in tempo reale le posizioni delle navi e degli yacht sparsi per il globo terrestre.

Gli istituti idrografici di tutto il mondo hanno delineato uno standard di cartografia elettronica, chiamato ECDIS (Electronic Chart Display and Information System).

Classificazione delle carte nautiche

Ogni carta nautica si differenzia da un’altra per il metodo proiettivo Mercatore o gnomonico, e per la scala di riduzione, in base alla quale si ha la seguente suddivisione:

  • Carte Oceaniche, con una scala superiore a 1:3.000.000
  • Generali: carte con una scala fra 1:3.000.000 e 1: 500.000
  • Costiere: carte con una scala fra 1: 500.000 e 1: 50.000
  • Carte dei litorali, con una scala 1: 50.000
  • Piani nautici

Carte nautiche oceaniche

La carta nautica oceanica usa la proiezione di Mercatore, ossia una proiezione cartografica conforme e cilindrica, che venne proposta nel 1569 dal cartografo Gerardo Mercatore.

Carte nautiche generali

La carta nautica generale ha una scala molto piccola, e poiché rappresenta una superficie di grandi estensioni viene impiegata per tracciare itinerari a lungo raggio. Non può invece essere adoperata per la navigazione costiera, in quanto non contiene dettagli sul litorale.

Carte nautiche costiere

Contrariamente alla precedente e come suggerisce il suo nome, la carta nautica costiera è molto dettagliata ed è utile per la navigazione lungo la costa, poiché riporta informazioni come i segnalamenti marittimi e i possibili pericoli presenti. Non a caso le carte nautiche costiere vengono definite anche carte di atterraggio finale, per la loro ricchezza di dettagli sul litorale di arrivo.

Carte nautiche dei litorali

La carta nautica del litorale ha una scala maggiore di quella della carta costiera, e rappresenta dettagliatamente la costa, e anche gli stretti e le zone dei porti maggiori.

Piani nautici

I piani nautici sono delle carte nautiche che utilizzano la proiezione gnomonica di grande scala, e sono ricchi di dettagli sui porti e sugli ancoraggi, ma non sui porti minori, per i quali ci si può servire del portolano.

Il Catalogo Generale delle Carte e delle Pubblicazioni Nautiche

Tutte le carte nautiche vengono raccolte all’interno del documento nautico chiamato Catalogo Generale delle Carte e delle Pubblicazioni Nautiche, edito dall’Istituto Idrografico della Marina.

Questo, tra le altre cose, contiene anche l’aggiornamento della documentazione nautica, le norme sulla cartografia ufficiale dello Stato, i portolani, diversi dati tecnici e gli avvisi ai naviganti. Di massima, il Catalogo viene pubblicato in edizione biennale.



Come leggere una carta nautica?

Effettivamente non si può pensare di porsi per la prima volta davanti ad una carta nautica e capirne immediatamente il contenuto.

Sono spesso necessarie competenze ed esperienza, per riuscire a decifrarne correttamente il significato.

E’ vero che le si impara a comprendere meglio quando si frequenta il corso per ottenere la patente nautica, ma sono nozioni che vanno sempre tenute in allenamento, dunque è buona abitudine tenersi sempre aggiornati sul tema.

In generale comunque qualsiasi carta nautica prodotta nel mondo, contiene informazioni abbastanza standardizzate, di modo che siano sempre di facile comprensione per chiunque abbia un minimo di dimestichezza.

Se si è raggiunto oggi un buon livello di standardizzazione lo si deve in particolare all’International Hydrographic Organization, che nel corso degli anni si è molto impegnata per ottenere rappresentazioni grafiche omologate un po’ ovunque.

All’interno delle carte nautiche troverete sia diversi colori, che svolgono l’importante funzione di indicare dettagli diversi (come per distinguere la terra dal mare), sia una serie di icone diverse che segnalano scogli sporgenti, boe o fari, giusto per fare qualche esempio.

L’elenco dei simboli usati sulle carte nautiche potete trovarli tutti elencati all’interno del libro 1111 INT 001 realizzato dall’Istituto Idrografico della Marina, che dovrebbe essere presente su qualsiasi imbarcazione.

La riga del titolo della carta contiene già informazioni essenziali relativi alla carta stessa come:

  • L’Istituto che si è occupato della pubblicazione;
  • L’area di mare rappresentata sulla mappa;
  • L’unità di misura della profondità e delle elevazioni;
  • La scala della carta;
  • Possibili avvertenze atte a chiarire alcuni punti della mappa;
  • Il tipo di proiezione cartografica;
  • Il riferimento geodetico.

L’anno di edizione, le ristampe ed eventuali aggiornamenti trovano invece posto nella parte bassa sotto la cornice della carta.

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